martedì, Aprile 23, 2024
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COLOGNA – CHIUDE LA STORICA CASERMA DEI CARABINIERI – LA DECISIONE GIA’ NEL 2019 MA “FERMATA” DALLA PANDEMIA – LE REAZIONI DELLA GENTE: …HANNO CHIUSO POSTE BAR BANCA E ORA ANCHE I CARABINIERI…

EX CASERMA CARABINIERI DI COLOGNA

Cologna – È stata chiusa definitivamente la caserma carabinieri di via Aurelio Zamboni 1 a Cologna. Dal primo di febbraio sul cancello d’ingresso alla mitica struttura centenaria capeggia un cartello che invita i cittadini bisognosi di rivolgersi alla caserma di Berra. Un bello smacco per i cittadini di Cologna, ma non solo, che dall’oggi al domani si sono visti chiudere un servizio utile, che ha avuto la sua massima espressione degli ultimi anni con il lockdown, rappresentando un punto di riferimento per molti colognesi.

Una notizia che già viaggiava nell’aria ancor prima della pandemia, dove un precedente comunicato, partito dall’arma, ne comunicava la chiusura, come conferma il primo cittadino.

“È da prima della pandemia che l’Arma dei Carabinieri, nell’ambito di una riorganizzazione della loro rete territoriale dei presidi, aveva deciso la chiusura – spiega Andrea ZamboniNotizia notificata in un incontro in Prefettura nel 2019, con l’impegno di aumentare i servizi territoriali, in termini di presenza. Poi la Pandemia ha messo tutto in stallo, con la ripresa delle azioni a fine 2022. Di tutto questo il sottoscritto ne è sempre stato informato”.

E così, dopo lustri di chiacchiere, è arrivato il giorno della chiusura. Per ora il comandante, ormai ex, maresciallo Gianluigi Cosmo è stato spostato su Copparo, mentre i suoi 4 collaboratori sono stati trasferiti in altre sedi.

“Si rende necessario sopprimere una delle tre stazioni operanti sul territorio – si leggeva sul comunicato del 2019 – e viene proposta la soppressione della caserma di Cologna, in quanto, anche se di proprietà demaniale, è ubicata in una località poco abitata e dove i reati sono quasi inesistenti. Inoltre, lo stabile non è funzionale, è stato costruito negli anni ’30 e presenta notevole problematiche, sia per la sicurezza che per la vivibilità”.

Motivazioni che permangono. In un’ottica di popolazione, circa 7500 abitanti, la chiusura della stazione di Cologna appare congrua: in effetti, tre caserme nel Comune di Riva del Po appaiono tante, ma bisogna anche ricordare l’estensione notevole del territorio del nuovo Comune, che d’ora in poi avrà le caserme a Ro e Berra, distanti fra loro oltre 20 chilometri.

Nel paese la notizia è stata accolta con empatia. “Sono anni che lo dicono: prima o poi doveva succedere”. A qualcuno però dispiace: “Sapere di avere degli uomini in divisa qui vicino la cosa era più tranquillizzante, anche se ultimamente il servizio era stato notevolmente ridotto”. Ma c’è chi ricorda la fusione dei comuni. “Questa è l’ennesima dimostrazione che la fusione è una bufala. Ci avevano detto che con la fusione sarebbero aumentati e migliorati i servizi e questo è il risultato”. E poi la rassegnazione. “Dopo scuole, bar, negozi e banca, ora anche la caserma. Siamo un paese in via di estinzione”.

Da questa chiusura, forse, potrebbe nascere una miglioria, proprio nel servizio, un tentativo già provato, ma non riuscito, dal comune di Berra. Aumento del numero di Carabinieri nelle restanti due caserme, che per ora non è previsto visto che i 5 carabinieri di Cologna hanno già preso nuove strade. Diversi anni fa la proposta era stata fatta all’arma: unificare Cologna e Berra perché in questo modo si potevano avere le forze unite e quindi una migliore gestione del servizio.

Ma la risposta era stata negativa in quanto la chiusura della stazione di Cologna non avrebbe portato il personale a Berra. Ora i vertici dell’arma parlano di una intensificazione dei controlli e presenza sul territorio da parte di agenti di pubblica sicurezza, richiesta fatta da tempo dal primo cittadino di Riva del Po Andrea Zamboni.

“Come colognese sono dispiaciuto per questa chiusura – ha detto il vicesindaco Alberto Astolfiringrazio tutti i carabinieri che si sono susseguiti e i loro comandanti. Come amministratore non posso che accogliere amaramente questa decisione, che già si rincorreva fin dal 2019″.

(d.m.b.)

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