venerdì, Marzo 1, 2024
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BERRA – SI E’ SVOLTA SABATO 12 NOVEMBRE PRESSO IL CENTRO CIVICO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI EDOARDO PENONCINI “LA BLEZA” POESIE DIALETTALI – UN’INCONTRO PIACEVOLE E CHE AVRA’ ANCHE UN SEGUITO…

Berra – Si è svolta sabato 12 novembre pomeriggio, presso la sala del Centro Civico di Berra, la presentazione del volume di poesie dialettali “La Bléza”, di Edoardo Penoncini, classe ’51, professore di Lettere in pensione.

Il professore, da sempre interessato alla poesia e con alle spalle alcune raccolte di poesia italiana, nonchè di una serie di riconoscimenti, dal 2014 si è dedicato alla poesia dialettale. “La bléza” è la sua quarta pubblicazione nel dialetto vernacolare e raccoglie 28 testi che hanno come filo conduttore  la bellezza, appunto. La bellezza che si configura come una vera e propria esigenza dello spirito. Un’esigenza che deve essere colmata. E possiamo farlo semplicemente, come afferma Manuel Cohen nell’introduzione, guardandoci attorno, “la bellezza è ovunque, si può cogliere a qualsiasi  latitudine o stagione della vita: basta saperla scorgere, basta saper predisporsi all’ascolto”.

Ed è quello che ha fatto il nostro autore cogliendo la bellezza delle piccole cose…la bléza lè un mónd arvujà int al cald d’n’abràz…la bléza l’è ŋ’nid coŋ qualch pulśìŋ…la bléza j’è ill paròll dìti da ŋ’véć…la bléza l’è cal surìs d’ogni dì. Ha dialogato con l’autore Cristiana Serafini, socia ACS da cui l’iniziativa era stata promossa e curata.

Un paio d’ore trascorse tra piacevoli chiacchiere, grazie anche all’interagire del pubblico, una quindicina di persone, che, per quanto ridotto (ahimé, com’è difficil far cultura), ha interloquito con l’autore inserendosi nelle sue spiegazioni, portando esempi e testimonianze e creando una conversazione “amichevole” ed arricchente.

Al di là dell’argomento proprio della raccolta, il tema si è poi spostato sul dialetto, come lingua che rischia l’estinzione, come lingua che ormai pochi conoscono e che, perciò, deve essere salvaguardata. Certo, prima di parlare in dialetto, dobbiamo essere sicuri di conoscere l’italiano, ma il dialetto è, comunque, importante, dimostra la nostra appartenenza ad un luogo, fa parte del nostro bagaglio culturale, ci identifica e ci colloca nel posto preciso della nostra storia personale.

Ed è in questo senso che il prossimo anno verrà riproposto il concorso di poesia dialettale inedita Franco Pantaleoni – Edgardo Pasquali, la cui prima edizione ha riscosso un lusinghiero interesse. Or dunque, prendete carta e tachè a scrivar, è più facile di quel che pensate.

(crise)

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