BERRA – PRESENTATO IL PROGRAMMA DI PROMOZIONE TURISTICA DI “SLOW TOURISM” – LA NOSTRA DESTRA PO SEMBRA DIMENTICATA DALLE AUTORITA’ (PROVINCIA DI FERRARA) CHE DOVREBBERO SOSTENERLA – UN’ALTRA OCCASIONE PERDUTA?

Berra – La presentazione del filmato per la promozione turistica (Lo Slow Tourism, che letteralmente significa “turismo lento”) della pista ciclopedonale Destra Po, l’inserimento della stessa in un progetto molto più ampio, a carattere europeo, sembra non collimare con quanto si può vedere nel territorio comunale di Riva del Po, circa 50 chilometri di costa fluviale, dove non esiste un che ben minimo riferimento a quello che può o potrebbe sembrare un posto di rilevanza turistica.

“Potenzialità enormi non sfruttate” dicono in molti. Ma a chi spetta tirare fuori queste potenzialità? Sicuramente un po’ a tutti, dove ognuno deve fare la sua parte, ma se lo stimolo non arriva da parte di chi ci abita!!  Eppure la Desta Po esiste da 20 anni: fu unaugurata a settembre del 2001.

L’intero tracciato si snoda per 125 chilometri, da Stellata a Gorino, e che è una delle ciclabili più lunghe d’Europa. Oggi, a vent’anni di distanza, ci si chiede come potenziare questa linea che interseca due ciclovie, una nazionale e una internazionale, e che potrebbe rappresentare una risorsa importante per il turismo e il territorio.

Lungo la Destra Po a suo tempo la Provincia aveva installato punti ristoro e fontane: dislocati qua e là questi punti strategici organizzati dalla Provincia dovrebbero funzionare in collaborazione con i Comuni rivieraschi. Sarebbero loro a doversi occupare della manutenzione e della cura delle “piazzole”. Il mantenimento del decoro quali svuotamento cestini, custodia e difesa degli arredi dagli atti vandalici, conservazione e funzionamento delle fontanelle, è a loro carico.

Purtroppo però, specialmente per quanto riguarda le fontane, ci sono disguidi. Guasti, impianti non funzionanti o volontariamente chiusi, sono l’incubo di ciclisti e cicloturisti che cercano di bere e riempire borracce dopo aver macinato chilometri. Non sempre le fontane sono a portata di bici e non sempre sono ancora esistenti. Anche i cartelli disseminati lungo il percorso rappresentano criticità. Mappe, chilometraggio e contestualizzazione del luogo (tu sei qui, vicino a… e puoi raggiungere…) erano un fiore all’occhiello per la Destra Po, con il cicloturista che riesce quasi sempre a capire dove si trova; aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in caso di emergenza e necessità, ma che da tempo viene a meno perché molti cartelli sono stati divelti e mai più istallati.

Dopo un primo battage promozionale i riflettori sulla Destra Po si sono piano piano abbassati. Oggi persino i ferraresi conoscono o considerano poco il tracciato. Eppure la Destra Po rientra in Eurovelo 8 e in Vento; la prima è una ciclovia internazionale che va dallo stretto di Gibilterra a Cipro, passando per Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia per circa 5.888 chilometri di percorso; la seconda è l’asse italiano che si interseca con Eurovelo 5 ed Eurovelo 8 e che con i suoi (quasi) settecento chilometri collega Torino a Venezia.

Nonostante la ricorrenza ormai alle porte, una data che potrebbe essere simbolica e fattiva allo stesso tempo, non sono stati messi in campo progetti di rilancio. A fine gennaio Fiab Ferrara ha inviato una mail ufficiale all’Ente, dando la propria disponibilità ad organizzare eventi speciali come focus ed escursioni.

La proposta di Fiab sarebbe quella di far coincidere le iniziative con la Settimana Europea della Mobilità (16-22 settembre), vetrina di respiro europeo per il territorio, in un momento in cui il settore del turismo è in forte difficoltà e il cicloturismo potrebbe diventare argomento forte per l’economia locale, permettendo di visitare le eccellenze naturali ed architettoniche del Ferrarese, dalla campagna alla città d’arte, al mare e alle zone umide, utilizzando il marchio Ferrara Terra e Acqua.

Dalla Provincia di Ferrara però, ad oggi, non è arrivata nessuna risposta. E le settimane passano. Un percorso prezioso, bello ma poco stimato, che rappresenta un patrimonio culturale e soprattutto turistico inestimabile. Sono molti gli “stranieri” che si addentrano in questo percorso ma la mancanza di servizi adeguati impone loro di non ritornare e magari di fare poca o negativa pubblicità.

Giovedì in paese c’era un furgone con annesso rimorchio per trasporto bici, cittadini con chiaro accento tedesco che parlavano anche l’inglese. Si sono fermati alla coop per acquisti. Chissà se avranno gradito i luoghi, l’accoglienza, e soprattutto se torneranno.

(d.red.)

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