giovedì, Luglio 18, 2024
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RO/COLOGNA – NELLA “GIOSTRA” DELLE ASSEGNAZIONI I CAMPI DI CALCIO DI GUARDA E RO RIMANGONO AL PALO – TROPPI I LAVORI DA FARE – DANIELA SIMONI: PRIMA I LAVORI E POI LE ASSEGNAZIONI…

Ro/Cologna – I campi di calcio di Guarda e Ro, nell’assegnazione in gestione degli impianti sportivi di proprietà del comune di Riva del Po, rimangono al palo aprendo di fatto una discussione infinita, che secondo molti terminerà con la chiusura di tutti gli impianti sportivi presenti sul territorio.

Il dito viene puntato contro la pubblica amministrazione “incapace”, secondo alcuni, di appoggiare a dovere il volontariato. L’amministrazione, attraverso l’assessore competente, ha già comunicato che per queste 2 strutture sarà un anno sabbatico, approfittando per eseguire lavori straordinari.

“A Cologna abbiamo il campo più vecchio del comune – dice Cristiano Tano, factotum della locale società amatoriale di calcio – spogliatoi anni “60 e illuminazione sempre quella da molti anni, le reti intorno al campo sono distrutte; unica nota positiva: l’impianto caldaia cambiato due anni fa poiché era esploso il boiler.

Il geometra è venuto in campo a fare un giro e ha chiaramente detto che è la struttura peggiore di tutte. Perché quindi non cominciare a fare qualcosa proprio dalla nostra Società/struttura, che continua ad attirare tutti i giovani dei paesi vicini. Siamo in 4/5 volontari che mandano avanti la baracca a fatica, togliendo tempo alle nostre famiglie per far qualcosa di buono, ma come le altre realtà il tempo che rimane per continuare a far qualcosa di bello sta finendo”.

Più tecnica e mirata la dichiarazione della consigliera di minoranza Daniela Simoni (Gente di Riva del Po). “Se il Comune tenta di  assegnare strutture obsolete e con impianti non a norma inutile poi meravigliarsi che i bandi vadano deserti. Ciò che invece stupisce è proprio questo tentativo di attribuzione nonostante tutto e tra l’altro con richiesta di fideiussione e di assunzione di responsabilità in capo ai volontari assegnatari.

Più corretto invece sarebbe stato fare i lavori di adeguamento e di messa a norma e poi fare i bandi, offrendo strutture comunali sicure e collaudate. Per fortuna i volontari, anche se numericamente in difficoltà, hanno saputo valutare il bando con  “trappolone” annesso prendendone la giusta distanza.

A ben vedere nemmeno l’innovativo e moderno regolamento per le assegnazioni degli immobili comunali, decantato come risolutore di tutte le difficoltà di attribuzione, è riuscito a metterci una pezza”.

(d.m.b.)

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