BERRA – A CAUSA DEL COVID ANCHE IL TEATRO COMUNALE E’ RIMASTO FERMO AI BOX DELLA PANDEMIA – I LAVORI PREVISTI NON SONO STATI FATTI E LA STRUTTURA E’ LI’ A TESTIMONIARE LE NOSTRE INEFFICIENZE – I SOLDI CI SONO, FORSE E’ TEMPO DI USARLI

Berra – Questa pandemia ha rinviato un po’ tutto ma non nasconde i problemi, quelli rimangono, eccome. Ad esempio la riapertura del Teatro Comunale “Orestino Tumiati” di Berra, inagibile e per questo chiuso da oltre 3 anni ad ogni tipo di manifestazione.

Certo che in questo periodo quello che non serve è un teatro, perché crea assembramenti, ma altrettanto certo è che il teatro va sistemato, e forse è proprio questo il periodo giusto per farlo.

Manca l’agibilità da parte della C.P.V.L.P.S. (Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo), in quanto alcune manifestazione, durante questi anni, sono state fatte, ma con ordinanza sindacale.

Trasformato in Teatro “polivalente”, consacrazione confermata dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione (costo complessivo 342mila euro, con il 70% arrivato da vari contributi), il teatro nasce come sala cinematografica. La crisi del settore costrinse il proprietario a chiuderlo. L’acquisto da parte dell’amministrazione comunale fu immediata, per non veder chiudere definitivamente questo prezioso contenitore: cinema, ballo, congressi, feste di ogni genere, assemblee ed altro. Insomma, si dice, “un bene prezioso”.

Ma prima di rivedere tutto questo bisogna effettuare tutti i lavori di messa a norma, come aveva spiegato l’ex vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Filippo Barbieri: “Bisogna sistemare la balaustra del loggione, perché è troppo bassa secondo gli standard di legge. E poi c’è l’insonorizzazione: chi sta fuori dal locale non deve sentire il frastuono che si fa all’interno durante le manifestazioni”.

E poi interpellare la Commissione. “Adesso, con l’arrivo dei contributi della fusione nelle casse del nuovo Comune di Riva del Po – concludeva Barbieri – si potrà procedere all’ultimazione dei lavori e alla riapertura del teatro”.

La cosa certa è che i lavori di faranno, l’altra cosa certa, non prima del 2021.

(l.c.)

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