BERRA – C.L.A.R.A. SEMPRE PEGGIO – NON SI CONTANO I RECLAMI NEI CONFRONTI DEL “MONOPOLISTA” DELLA RACCOLTA RIFIUTI NEL NOSTRO TERRITORIO – NEPPURE GLI ADDETTI, A VOLTE, SANNO COSA VA FATTO

Berra “Siamo arrabbiatissini con Clara, non ne possiamo più”. Nei giorni scorsi, al ritiro del verde a Berra, gli operatori hanno tralasciato i sacchi che contenevano ramaglie, raccogliendo solamente quello che si trovava dentro i bidoni. Da qui la protesta collettiva che interessa la parte occidentale del paese.

Sono partite le telefonate di protesta a Clara dove gli operatori telefonici hanno cercato di tamponare l’accaduto, dando però informazioni difformi.

“L’operatrice al telefono mi ha detto di mettere i rami in eccesso dentro il contenitore del non riciclabile – spiegava un utente – non sanno più nemmeno loro quello che dicono”.

Altri utenti, esasperati della situazione, hanno portato i rami dentro i contenitori che si trovano davanti al cimitero, che servono per raccogliere gli scarti dei fiori.

“Fino ai passaggi precedenti – spiega un utente – li hanno sempre ritirati, non capisco perché ora no”.

A quanto pare c’è molta confusione, per una mancanza di uniformità di intenti: gli operatori telefonici che danno risposte diverse alle stesse domande, operatori sui camion di raccolta che raccolgono diversamente. E poi la disinformazione, perché è chiaro che le nuove regole sono poco conosciute, perché i sacchi in questi casi non andrebbero più usati, come dice il regolamento.

“L’abbonamento al servizio di raccolta porta a porta del verde ha un costo forfettario di 50 euro per ogni bidone utilizzato e comprende: l’esposizione del bidone verde da 240 litri nelle giornate di raccolta indicate sul calendario, l’esposizione di un massimo di 4 fascine da un metro circa di lunghezza l’una e  ritiro all’anno di grandi quantità di sfalci e/o potature, fino a 30 metri cubi”.

Qualche informazione in più agli utenti e una uniformità di raccolta da parte degli operatori potrebbero risolvere molti problemi.

(l.c.)

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