EMILIA ROMAGNA – COSA SUCCEDERA’ IL 14 SETTEMBRE? – LE OPINIONI DI STEFANO BONACCINI SULLA PROSSIMA APERTURA DELLE SCUOLE – DAI TRASPORTI ALLE CLASSI AL COVID AL LOCKDOWN E ALTRO – Dal suo profilo facebook

STEFANO BONACCINI

DAL PROFILO FACEBOOK DI STEFANO BONACCINI

Bonaccini, il grande tema del trasporto pubblico è stato rinviato a lunedì. Non siete in ritardo?

«Sono fiducioso. Come Regioni, con il governo abbiamo disciplinato la gestione di eventuali focolai in classe, un primo risultato fondamentale: si va dalla creazione di un referente Covid in ogni istituto, fino ad avere spazi dedicati e l’intervento immediato dell’Ausl, chiamata a decidere sulla quarantena e sulla sua estensione. Ma anche la raccomandazione di riattivare la didattica a distanza».

Resta però una domanda: come si arriverà nelle scuole?

«Abbiamo fatto passi a vanti e altri stiamo provando a farne in queste ore. Se nel weekend sarà raggiunta una soluzione condivisa, il 14 saremo pronti anche su questo fronte. Che peraltro non riguarda solo la scuola, ma coinvolge milioni di pendolari e impatta sulla vita delle città»

L’indicazione è quella di bus pieni al 75%: è sostenibile? O serviranno altri acquisti di mezzi?

«Il 75% di capienza si avvicina a quanto abbiamo indicato come Regioni, e cioè 1’80%, sempre con l’obbligo della mascherina. Non dispero si possa arrivare proprio all’80%, Una cosa è certa: ogni soluzione è accettabile solo se permette di garantire il servizio. Per questo stiamo investendo risorse e coinvolgendo anche i privati per reperire tutti i mezzi disponibili. Un bus non si costruisce in pochi giorni. Ogni studente che ne abbia la necessità, non deve essere lasciato a terra, così come nessun pendolare deve arrangiarsi».

Non aprire il 14, però, non sarebbe un insuccesso?

«Ho chiesto a tutti di dare una mano, dai sindacati agli enti locali, dalla sanità ai trasporti. E li voglio anche ringraziare. Insieme dobbiamo farcela, perché il Paese non riparte se non riparte la scuola».

Non le pare che il Governo sia stato troppo fermo e colpevolmente in ritardo?

«Non mi interessa dare pagelle, servono soluzioni concrete per milioni di famiglie. Per questo stiamo cercando soluzioni anche per il pre e il post scuola, come abbiamo fatto per le mense e il tempo pieno. A due settimane dalla riapertura non c’è più spazio per divisioni e polemiche. Questa discussione su Governo e Regioni sta diventando stucchevole».

Su banchi e misurazione della febbre ci sono però opinioni discordanti: cosa ne pensa?

«Sono tutte rispettabili, ma servono obiettivamente a poco. Ci sono regole definite uguali per tutti e, laddove necessario, è previsto che possano essere assunti provvedimenti più stringenti. La misurazione della febbre è affidata alle famiglie, ma per i servizi all’infanzia è prevista anche la possibilità di misurazione prima dell’ingresso».

E le mascherine in classe?

«Il Comitato tecnico scientifico non ne ha prescritto l’uso quando è assicurato il distanziamento, ad esempio durante le lezioni, mentre è necessario indossarle se studenti e insegnanti debbano entrare in contatto nella didattica o in altri momenti. Dopodiché, bene qualsiasi misura possa rafforzare prevenzione e controlli. In Emilia-Romagna abbiamo finanziato progetti per migliorare le sanificazioni, i ricambi d’aria e tecnologie antipandemia».

La campagna di screening sugli insegnanti è partita piano.

«È appena partita, non semplifichiamo: molti medici stanno rientrando dalle ferie, così come docenti e personale scolastico. I sindacati sono impegnati nel promuovere questa che è un’azione di responsabilità. In Emilia proporremo di fare anche il tampone nelle settimane successive, perché la scuola sia sicura e il personale si senta accompagnato nel percorso».

Scenario peggiore, un nuovo lockdown; lo considera realistico?

«No. E comunque dipende da noi. Ora abbiamo regole, dispositivi all’inizio carenti, test e tamponi in grande quantità, molta più capacità di tracciamento, una rete di terapie intensive e unità di intervento sul territorio motto più forti. Tornare a chiudere per colpa di pochi irresponsabili non ce lo possiamo proprio permettere».

DAL PROFILO FACEBOOK DI STEFANO BONACCINI.

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