SERRAVALLE – NONOSTANTE LA CHIUSURA FORZATA DI OLTRE DUE MESI IL “BAR LAURA” DOVRA’ PAGARE UNA FATTURA C.L.A.R.A. DI PIU’ DI 700 EURO PER UN SERVIZIO NON EFFETTATO – ALLA FACCIA DEI DECRETI DEL GOVERNO

Serravalle – Vedersi recapitare una fattura di Clara (smaltimento rifiuti) di oltre 700euro è come prendere un pugno allo stomaco.

Se questa poi arriva nel periodo dell’emergenza Coronavirus fa ancor più male. Eppure al bar Laura di Serravalle è toccata anche questa. E l’omonima titolare ha denunciato pubblicamente il fatto.

“Appena arrivata – ha commentato Laura sui social, pubblicando la foto – questa è Clara, due mesi di Bar chiuso. Prima di tutto vergognatevi, secondo l’ha riporterò al mittente, terzo vorrei che il Sindaco di Riva del Po, o chiunque possa intervenire su questo ladrocinio faccia qualcosa: non è possibile avere tariffe così elevate”.

Con la delibera 158/2020 Arera ha disciplinato la riduzione della Tari 2020, per le utenze non domestiche e domestiche, colpite dalla crisi determinata dall’emergenza Covid-19.

Per le attività chiuse dal DPCM la riduzione della Tari è proporzionale ai giorni di chiusura mentre per  le imprese e gli studi professionali che hanno chiuso spontaneamente, la riduzione della Tari è facoltativa.

Il Comune o l’Autorità d’ambito possono decidere non solo se prevedere o meno agevolazioni, ma sono liberi anche nell’identificarne il funzionamento: l’unica indicazione è che i tagli in bolletta siano commisurati ai minori quantitativi di rifiuti prodotti.

Sul fatto interviene anche il sindaco di Riva del Po. “Le tariffe di Clara sono oggetto di valutazione da parte dei comuni soci in assemblea che si terrà oggi, venerdì 15 – ha detto Andrea Zambonipoi legato a questo dobbiamo considerare le scelte di Arera, di Atersir e quindi capire cosa possono fare i comuni che sono intenzionati ad intervenire sulle tariffe, anche se sottolineo che Riva del Po, con la tariffa puntuale su misura, è ferma al 2019.

Sicuramente valuteremo sul da farsi anche se non dipende dal Comune. Capiamo perfettamente la situazione, che non è solamente per questo bar ma per tutte le attività che si trovano nel nostro comune”.

Sulla fatturazione Clara fa due precisazione. “Siamo in attesa che vengano date indicazioni su come applicare quanto disposto dalle autorità (le solite linee guida). Comunque l’emissione della fattura per noi è un obbligo e l’importo si riferisce al primo trimestre di quest’anno”.

Come dire che per adesso “dovete pagare”, e anche dopo, in caso di eventuale sconto, la maggior parte di questa fatturazione non rientra nel periodo di emergenza, arrivato oltre la metà di febbraio.

(l.c.)

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