RIVA DEL PO – DANIELA SIMONI: LA QUESTIONE DELLA CONTROVERSIA EX COMUNE DI RO CONTRO FONDAZIONE BRAGHINI ROSSETTI MOSTRA L’INADEGUATEZZA DELL’EX COMUNE DI RO E ANCHE QUELLA DELLA GIUNTA ATTUALE

Riva del Po – La “nuova puntata” sulla nota vicenda tra l’ex amministrazione comunale di Ro ed ora quella di Riva del Po e la Fondazione Braghini Rossetti, porta ad una riflessione e valutazione dei fatti l’ex consigliera di Ro ed attuale consigliera di minoranza Daniela Simoni.

“Tanti anni di una gestione amministrativa approssimativa e, a volte, poco chiara, spesso sull’orlo della legalità, ha prodotto e continua a produrre guasti.

Ricordiamo in estrema sintesi: la desolante decadenza dell’area golenale di Ro, frutto di una idea iniziale originale, finanziata da fondi europei, e finita in uno stato di desolante abbandono (compreso il Mulino Bacchelliano); la tragica conclusione delle “Botteghe del Territorio” di piazza Umberto I a Ro, costata cara ai Roesi e agli amministratori, finiti inquisiti e condannati dalla Corte dei Conti e ultimo il vero e proprio pasticcio delle ex scuole elementari di Guarda: gli amministratori dell’ ex Comune di Ro non sono stati in grado di chiudere, in modo ragionevole, un accordo con la Fondazione Braghini Rossetti a cui avevano concesso i manufatti (scuola e palazzine) per il recupero e la destinazione sociale degli stessi entro il 2018.

Operazione iniziata e mai terminata dalla Fondazione, che già nel 2014 aveva manifestato la volontà di non concluderla, in barba agli accordi sottoscritti. Negli ultimi giorni del suo mandato il sindaco Giannini raggiunge con la Fondazione un accordo oneroso, che avrebbe poi dovuto assolvere il nascente comune di Riva del Po, che comportava la modifica della convenzione a suo tempo approvata dal consiglio comunale.

L’intesa raggiunta Giannini pensò di farla approvare invece dalla sola Giunta perché, candidamente ammise, non c’era più tempo per convocare il Consiglio, visto che eravamo al 31 dicembre ed il 1° gennaio 2019 nasceva Riva del Po. Operazione improvvida che comportò però l’annullamento della decisione da parte del commissario prefettizio”.

Ma per la consigliera anche l’attuale maggioranza non è immune da colpe. “L’attuale Giunta di Riva del Po, spinta dalla necessità di ritornare proprietaria degli immobili in questione, per poter fruire dei fondi del progetto di Aree Interne denominato “MAI + soli” (minori e anziani insieme) con il quale recuperare i suddetti edifici per scopi sociali, ha dichiarato decaduto l’accordo sottoscritto con la Fondazione per inadempienza della stessa al fine di ritornare nella piena disponibilità degli edifici e delle aree di pertinenza.

La Fondazione, anche se non ha rispettato gli accordi, è pur vero che ha speso qualche centinaio di migliaia di euro per la parte dei lavori eseguiti, per cui ha ricorso al TAR Regionale contro la decisione della Giunta di Riva del Po.

La notizia che l’avvocato, designato dalla Giunta per resistere in giudizio davanti al Tar di Bologna, ha rinunciato all’incarico evidenzia, se ce ne fosse bisogno, la situazione disgraziata di questo edificio e l’incapacità di chi ci ha amministrato e di coloro che attualmente ci governano di gestire con rigore e decisione questa situazione che si trascina da vent’anni”.

(l.c.)

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