RO – I MARCIAPIEDI RIMASTI “GREZZI” E FINITI IN UNA CAUSA TRA DITTA ESECUTRICE E COMUNE HANNO AVUTO UNA PRIMA RISPOSTA DAL TRIBUNALE: NON E’ COLPA DEL COMUNE MA DEL FUNZIONARIO INCARICATO ALL’EPOCA (2018) – NE RIPARLEREMO…

Ro – La ditta, titolare dei lavori, aveva chiamato in causa il comune per un vizio di procedura nell’affidamento dei lavori ma il Giudice ha ritenuto di respingere la richiesta della ditta, dando ragione al comune, perché di fatto il vizio non è riferibile all’indirizzo politico ma al funzionario pubblico responsabile del procedimento amministrativo.

E così è tutto da rifare. Ma iniziamo da capo. La giunta Giannini, prima delle dimissioni del 31 dicembre 2018, doveva stipulare il contratto di appalto con la ditta appaltatrice: cosa mai avvenuta. Questo il motivo della legittima sospensione dei lavori da parte della ditta. Successivamente tutta la pratica è finita alla Corte dei Conti. La sospensione dei lavori era dovuta alla mancanza del contratto di appalto sottoscritto con la ditta esecutrice delle lavorazioni entro il 31 dicembre 2018 da parte dell’estinto Comune di Ro; questo ha comportato da parte dei competenti uffici del Comune di Riva del Po l’avvio di un’analisi tesa a verificare le procedure di affidamento e di impegno di spesa sui lavori eseguiti.

Detti approfondimenti hanno portato a riscontrare una serie di criticità tali da sottoporre il tutto all’attenzione della Procura e della Corte dei Conti di Bologna. Ora si è stabilito che l’amministrazione comunale – di Ro prima e di Riva del Po ora – non è responsabile di tutto ciò, ma lo è il tecnico responsabile del procedimento. Di questo probema se n’è parlato nell’ultimo consiglio comunale di Riva del Po.

“La situazione è ancora al vaglio del tribunale – ha spiegato l’attuale assessore ai lavori pubblici Marco Pozzatipurtroppo la legislazione non ci consente di intervenire in alcun modo per completare anzitempo i lavori. Questa è la situazione in essere. Non possiamo intervenire nemmeno su quelle situazioni di pericolosità determinate dalle sporgenze dei coperchi dei pozzetti, sulle quali è facile inciampare e cadere. Abbiamo le mani legate. Appena si muoverà qualcosa in favore dell’intervento chiuderemo questa situazione. I fondi finanziari ci sono ma siamo bloccati per altra questione”.

(d.m.b.)

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