COPPARO – L’ASSEGNAZIONE DI 13 CONSIGLIERI A COPPARO E 12 (6+6) A TRESIGNANA E RIVA DEL PO COMPIE IL MIRACOLO: L’UNIONE TERRA E FIUMI NON SI SCIOGLIE – A SAPERLO PRIMA…

Copparo 13 consiglieri a Copparo e 12, 6 e 6, a Tresignana e Riva del Po, e così la spartizione è fatta, l’unione dei comuni Terre e Fiumi è salva e si potrà iniziare a lavorare.

Tanto penare per poi scoprire che la risoluzione stava nei numeri: la “solita” logica elettorale.

Una diminuzione da 30 a 25 consiglieri, così divisi: 13 Copparo, 9 di maggioranza e 4 di minoranza, 6 a Riva del Po, 4 di maggioranza e 2 di minoranza e 6 a Tresignana, 4 di maggioranza e 2 di minoranza. E poi la Giunta, composta dai tre Sindaci o da chi ne fa le veci, che delibera a  maggioranza di voti dei presenti, ma che questi voti rappresentino anche la maggioranza della popolazione residente sul territorio dell’Unione.

IN SOLDONI . Passeranno solamente tutte le delibere che avranno come voto favorevole il sindaco di Copparo e almeno uno degli altri due sindaci. I soli due sindaci di Tresignana e Riva del Po non potranno, da soli, far passare una delibera perché insieme non costituiscono la maggioranza richiesta.

PER NON DIMENTICARE. Questa non è altro che la proposta fatta e depositata dall’UnioneSi, il Gruppo che rappresenta tutti i consiglieri della sinistra, e che, la Lega aveva targato come proposta “irricevibile”.

LA PROPOSTA AVANZATA A GENNAIO 2020. “La proposta depositata prevede 13 consiglieri copparesi, 6 di Tresignana e 6 di Riva del Po, con le dovute proporzioni fra maggioranze e minoranze presenti nei singoli comuni.

Allo stesso modo, per il funzionamento della Giunta, immaginiamo uno strumento che spinga i sindaci a collaborare nell’interesse dei cittadini, attraverso una norma che vincoli l’adozione delle delibere di giunta alla maggioranza di almeno due sindaci che devono comunque rappresentare la maggioranza della popolazione”.

LA RISPOSTA DELLA LEGA. Proposta “IRRICEVIBILE”. “Il fatto di voler vincolare il voto della Giunta ad una maggioranza che sia unitamente di voti e di teste, dove per voti si intende il numero degli abitanti e per teste i tre sindaci membri di diritto, oltre ad essere alquanto anomalo, implica che di fatto ancora una volta chi rappresenta la maggioranza della popolazione e che sostiene la maggioranza delle spese, non ha la possibilità di decidere in maniera autonoma ed allo stesso tempo nemmeno un accordo tra gli altri due membri garantirebbe un voto decisivo in quanto mancanti della maggioranza”.

SODDISFATTO IL PRESIDENTE DELL’UNIONE E SINDACO DI RIVA DEL PO ANDREA ZAMBONI. “Sono ovviamente contento; prosegue il lavoro dell’Unione, con impegno di aumentare qualità e quantità dei servizi offerti alla comunità di Terre e Fiumi”.

CONCLUDENDO. Nessuna grappa, come diceva la nota pubblicità televisiva, ma avanti a “tutta birra”, verso la modifica dello Statuto, che per accelerare i tempi potrà essere sottoposta direttamente al Consiglio.

(l.c.)

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