Rovigo – Inquietante ritrovamento sulla sponda rodigina

Il misterioso ritrovamento realizzato sulla sponda rodigina del Po.

Di Marco Falciano – 27 Aprile 2020 –

Sulle rive sabbiose del Grande Fiume, alcuni volontari dediti alla pulizia delle golene dai rifiuti, hanno realizzato un ritrovamento a dir poco inusuale.

“All’inizio ci è parsa una medusa, ma aveva una consistenza stranissima, non molle come quello di questi animali e non presentava alcun tentacolo o filamento – conferma Francesco Bregola, il ragazzo che ha rinvenuto la cosa misteriosa – sembrava quasi uno scarto di lavorazione, una sostanza di origine chimico-sintetica, dall’aspetto molto simile al silicone”.

Alla vista questa massa informe ed il suo colore potrebbero far pensare effettivamente ad una medusa. Ma ad un’analisi più attenta, poichè la cosa è stata rinvenuta all’altezza di Santa Maria Maddalena, in provincia di Rovigo, pare impossibile che un celenterato marino, che notoriamente viene trascinato dalle correnti, possa risalire il corso del fiume e finire per spiaggiarsi.

Nel frattempo le immagini hanno circolato, scatenadando una rilevante disquisizione tra i frequentatori del Po.

I pescatori di fiume, perlopiù, escludono possa trattarsi di una medusa, anche perchè, essendo essa composta principalmente di acqua, difficilmente assumerebbe quella fattezza e consistenza. Senza contare che non si hanno notizie di meduse rinvenute così distanti dal mare, in fiume Po.

Secondo alcuni di essi si tratterebbe piuttosto di una protesi mammaria in silicone, degradata a seguito della lunga permanenza in acqua.

Mattia Lanzoni, biologo dell’Università di Ferrara, venuto a conoscenza del ritrovamento, comunica che: “Dovrebbe trattarsi di un residuo di derivazione animale sottoposto a decongelazione. Sul punto, però, non vi è nulla di certo poichè non ne è mai stata certificata l’origine. Dalle sole foto, purtroppo, l’identificazione risulta difficilissima”.

A fronte di queste ipotesi, solo l’analisi biologica del ritrovamento avrebbe potuto fare luce sulla sua natura. Analisi che purtroppo, come conferma il docente, non è mai avvenuta.

L’ipotesi più accreditata identifica il ritrovamento come qualcosa di origine organica, in decomposizione, probabilmente il resto di qualche carcassa, o similare.

Quell’ammasso informe, biancastro, dall’aspetto gelatinoso e colloso, rinvenuto spiaggiato sulla sponda del Po, pare essere destinato a rimanere un’incognita.

(fonte ilgiornaledelpo.it)

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