BERRA, UN PONTE SUL PO A BERRA CONTRO L’ISOLAMENTO E IL DEGRADO ECONOMICO

Berra. Ormai riconosciuto che il vicino è confinante Veneto è notevolmente cresciuto rispetto a noi (non sto qui ad elencare i 10mila esempi ma uno su tutti: la Myswaco trasferita da Berra ad Occhiobello).

Da qui la volontà di recarsi oltre Po per svariati motivi. Ma quello che ora più interessa riguarda lo sviluppo imprenditoriale, lavorativo. E quindi si cerca uno sbocco verso quei luoghi, magari con la costruzione di un ponte. In questa periodo di campagna elettorale l’idea, anche se pur in modo soft, è ritornata.

Va bene, arrivano denari, ma quanti di questi ne servirebbero per fare un ponte sul Po tra Berra e Papozze? Molti di più di quelli che arrivano, molti di più. Ma ammesso che ora il comune di Riva del Po abbia più voce in capitolo ed avesse la forza per poterlo richiedere, dove si fa il ponte? A Berra lo vogliono lì, a Serravalle lo vogliono lì, a Cologna lo vogliono lì.

A Ro già ce l’hanno e quindi è cosa fatta. Ammesso quindi che lo stato decida di farcelo, inizia la solita diatriba. La logica mi dice che dovrebbe essere fatto a metà tra Ro ed Ariano, dove i ponti già esistono. Quindi Cologna. Ebbene, a Cologna avremmo presto il ponte che ci collega con il Veneto, forse.

Dimenticavo: c’è sempre il vecchio ed usato sistema – vedi foto – costa molto meno ed è più vicino alla nostra portata economica. Sarebbe meglio pensare al nostro territorio, incrementare, investire qui i denari ed archiviare una volta per tutte questo fantomatico ponte.

(l.c.)

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