giovedì, Luglio 18, 2024
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RO – IL MULINO DEL PO STA AFFONDANDO E SI PUO’ INTERVENIRE QUANDO E SE IL FIUME DECRESCERA’ – CRITICHE DA PARTE DI TUTTI – L’EX SINDACO GIANNINI: …SIETE INTERVENUTI TROPPO TARDI… – SERENA OCCHI: …IL MULINO SPECCHIO DELL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE…

Ro “Bisogna attendere che il livello dell’acqua si abbassi di qualche decimetro prima di intervenire”. Questo è il responso dei tecnici che stamattina (sabato 6 novembre) si sono recati  nella golena del Po in via Dazio a Ro per vedere le condizioni del Mulino sul Po.

La struttura recettiva non conosce pace; ancorata alla riva del grande fiume da luglio dello scorso anno, quando aveva rischiato di affondare, venerdì è ritornata sott’acqua. A distanza di 24 ore il Mulino ha ceduto ancora qualche centimetro finendo ancor più sotto.

Ma l’attesa, prima di poter intervenire, è d’obbligo. “Purtroppo in questa fase il fiume è in crescita e intervenire adesso per riportarlo in linea di galleggiamento potrebbe spezzarlo – spiega l’assessore Pozzati I tecnici ci hanno consigliato di aspettare che il livello dell’acqua scenda, almeno fino alla porta d’ingresso, di 50-60 centimetri e poi di intervenire. Una volta che ciò sarà possibile, dopo le opportune verifiche allo scafo, verrà trainato fino ai cantieri navali di Goro che storicamente lo hanno già aggiustato. Allo stato attuale resta appoggiato sul fondo, serve mantenerlo nella stessa posizione e aspettare: è ancorato e non corre altri pericoli“.

Molto dura la reazione dei cittadini, alcuni dei quali, compresa la consigliera di minoranza Daniela Simoni, ritengono che la Giunta Zamboni ha raggiunto il fondo e dovrebbe dimettersi. Altri, pochi, propongono di affondarlo, perché fino ad ora ha prodotto solo spese. Ma per molti il Mulino sul Po va recuperato, rimesso apposto e valorizzato.

Dispiaciuto l’ex sindaco Giannini, secondo il quale: “Si è aspettato troppo tempo e oggi siamo davanti a una situazione particolarmente grave per ciò che riguarda un museo galleggiante, che è un patrimonio per la comunità. Da due anni si è insediata la nuova giunta e, se avessero avuto un po’ più di attenzione, si sarebbe potuto evitare. Da diverso tempo si sentivano cenni di scricchiolio: è stato effettuato un intervento tampone, a cui sarebbe poi dovuto aggiungersi un investimento più consistente per la messa in terra del museo. Ma questo non è avvenuto, si è preferito attendere e aspettare il collasso“.

Anche la sua ex vice è dispiaciuta. “Piange il cuore per quel mulino – dice Serena Occhi, oggi consigliera di minoranza vissuto da assessore e vicesindaco – ora è l’immagine del declino totale che sta affliggendo Riva del Po“.

(d.m.b.)

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