POLESELLA – ALESSANDRO ZANFORLIN UN PESCATORE POLESANO SALVA UN CAGNOLINO DI 4 MESI CHE RISCHIAVA DI ANNEGARE – SOTTO IL PONTE DI POLESELLA – INTERVENUTI ANCHE I VIGILI DEL FUOCO

Polesella – Esce di casa per una battuta di pesca e finisce per salvare un cane che rischiava di annegare nelle acque del Po. Venerdì, nel tardo pomeriggio, Alessandro Zanforlin, esperto pescatore polesano, si era fermato con la sua barca sotto il ponte di Polesella.

“Mi fermo spesso in quel punto perché è un posto sicuro – racconta il pescatore – Ho sentito dei guaiti ma pensavo si trattasse di una nutria con i piccolini ma invece, guardando bene, ho visto che si trattava di un cucciolo di cane fermo sulla legnaia formata a ridosso dei piloni del ponte”.

Si trattava di un cagnolino di quattro mesi che, dopo essere caduto nelle acque del grande fiume, è stato trasportato dalla corrente nei pressi del ponte che collega Veneto ed Emilia Romagna, dove il cucciolo è riuscito a salire sulla legna trasportata dal corso del fiume.

“Mi dividevano da lui circa tre metri di tronchi galleggianti – prosegue il pescatore – e non volevo si spaventasse perché se fosse caduto in acqua la corrente lo avrebbe spinto sotto la legnaia e sarebbe sicuramente morto annegato. Ho chiamato immediatamente i vigli del fuoco e, mentre li aspettavo, cercavo di rassicurarlo perché era tutto bagnato e terrorizzato. Gli ho lanciato dei pezzi di panino che mi ero portato per cena, che ha mangiato con una voracità che mi ha fatto capire che non mangiava da diverso tempo”.

Ma arrivati i soccorritori succede l’imprevisto. “Quando il cagnolino ha sentito il rumore della barca dei vigili del fuoco ha preso paura – dice ancora Alessandro – A quel punto avevo davvero paura che potesse cadere in acqua, così mi sono legato un polso alla barca con una corda e mi sono allungato un attimo camminando sulla legna ferma sull’acqua. Appena l’ho raggiunto l’ho preso per il coppino e mi son buttato in barca così siamo tornati tutti assieme verso il pontile”.

Una grande gioia per tutti. “Eravamo ancora tutti al pontile assieme al cagnolino quando mi è suonato il telefono – conclude il pescatore – fatalità: il proprietario del cagnolino era un amico che mi ringraziava per averlo ritrovato sano e salvo”.

(d.m.b.)

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