BERRA – LE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE RAFFAELLA NALLI CONTINUANO A FAR DISCUTERE – QUALCUNO LE PARAGONA CON QUELLE DI FILIPPO BARBIERI – ALCUNI NON NE CAPISCONO I MOTIVI ED ALTRI NE DANNO LA RESPONSABILITA’ AL SINDACO…

FOTO DEL GRUPPO A CUI APPARTENEVA RAFFAELLA NALLI

Berra Dimissioni a ciel sereno? Inaspettate, indesiderate, ma sicuramente prevedibili.

Da alcuni mesi a questa parte i comportamenti dell’assessore Nalli Raffaella verso le istituzioni erano cambiate, “peggiorate“, tanto da non essere più presente sulla scena pubblica come lo era all’inizio.

Per ora l’assessora non si sbilancia sulle motivazioni delle dimissioni (secondo i colleghi di Giunta per “posizioni di diversità in tema di scelte”) ma il fatto che abbia dato il ben servito, da tutto e di tutto, dà molte spiegazioni a questa presa di posizione, non ultimo il gravoso impegno che le è stato affidato dal sindaco Zamboni: tra le altre, delega al Bilancio e Finanze.

Lo aveva annunciato subito: “Di bilanci pubblici non ne capisco molto – aveva detto dopo la nomina – ma farò del mio meglio per portare avanti il compito che mi è stato assegnato”. Evidentemente non è bastato.

“È stata una sorpresa e sinceramente mi dispiace – è il commento di Serena Occhi (Futuro Eco Compatibile) – non conosco le motivazioni poiché non ha rilasciato dichiarazioni in merito, ma ritengo sia una persona intelligente e avrà valutato bene prima di fare questa scelta. Per quello che ho potuto conoscerla la ritengo una brava persona”.

Molto più critico il commento della consigliera di Gente di Riva del Po. “In poco più di un anno e mezzo la maggioranza al governo perde i due assessori che avevano ottenuto il numero di consensi più alto – dice Daniela SimoniE come Filippo Barbieri anche Raffaella Nalli non è riuscita ad onorare l’impegno assunto davanti ai suoi cittadini.

È ormai chiaro che il PD aveva costruito una squadra individuando figure cardine sul territorio capaci cioè di recuperare preferenze che però non sono mai riuscite ad amalgamarsi, né dal punto di vista amministrativo, né personale.

Nalli è persona conosciuta, stimata, ben voluta, impegnata nel sociale, ma questo non ha fatto di Lei un buon amministratore perché la competenza nella p.a. non si costruisce senza un percorso formativo. Sbagliata probabilmente anche la delega che le è stata assegnata; il bilancio è il cuore dell’istituzione pubblica ma è anche strumento molto articolato e complesso e senza una competenza di base rischia di lasciare il povero amministratore in balia degli eventi”.

“Se questa giunta continua a perdere pezzi una importante responsabilità politica deve essere attribuita al sindaco che non riesce ad essere guida e mentore – conclude Simoni – Che non è ancora stato in grado di creare coesione e visione d’insieme non solo amministrativa ma anche territoriale.

Gli assessori i dipendenti i cittadini non hanno un punto di riferimento e questo li penalizza e li destabilizza. Questo governo ha annaspato e improvvisato fino ad ora e per il futuro non ho grandi aspettative. Senza competenze  progettualita’ e amore per la propria comunità non ci sarà futuro”.

Stringato ma conciso il commento di Marianna Lucchin (Centrodestra Unito per Riva del Po). “Una dimissione che non mi stupisce ma mi lascia perplessa in quanto pochi giorni prima aveva accettato un incarico in Commissione dell’Unione. Ritengo comunque che sia una decisione che offende i propri elettori. Due assessori rappresentativi, dimissionari  in pochi mesi, denotano difficoltà di gestione amministrativa”.

(d.m.b.)

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