RO – INIZIATI I LAVORI PER IL RECUPERO DEL MULINO SUL PO OGGI 27 LUGLIO – AD UN PRIMO ESAME LO STATO DEL MANUFATTO SEMBREREBBE MIGLIORE DI QUANTO IPOTIZZATO – SI VEDRA’ – DURE CRITICHE DI DANIELA SIMONI…

Ro – Sono iniziati questa mattina, lunedì 27 luglio, di buon ora i lavori per il recupero del Mulino sul Po , la nota struttura in legno che riporta fedelmente la ricostruzione dei mulini natanti che popolavano il fiume fino al 1912, che mercoledì 22 luglio ha rischiato di sprofondare nelle acque del Po, dove si trova sin dal 2005, anno dell’inaugurazione.

Un lavoro complicato e delicato, come spiega il sindaco.
“Il Mulino del Po è ancora fissato alla gru di recupero ma è fuori dall’acqua – spiega Andrea Zamboni
Un primo risultato per niente scontato, raggiunto attraverso lo sforzo di personale qualificato della ditta esecutrice e del Comune di Riva del Po che dalle prime ore del mattino era sul posto.

Il livello del fiume è cresciuto di circa 50 cm da sabato e questo ha destato subito grosse preoccupazioni, tanto che si è anche valutato di affondare la parte ancora in galleggiamento per evitare che la struttutra del natante del peso di 26 tonnellate si rompesse a metà”.

A supporto degli operai della ditta Finotti di Taglio di Po c’erano i Volontari della Protezione Civile di Ro, che hanno provveduto, con le pompe di aspirazione, a buttare fuori dal Mulino l’acqua. Secondo le prime indiscrezioni pare che il danno non sia così grave, con diverse fessurazioni sul fondo della struttura, che però dovrebbero essere riparate in loco, senza spostare il Mulino verso il cantiere di Goro, ipotesi che si era fatta largo nei primi giorni di intervento.

Domani mattina, martedì 28 luglio, riprendono i lavori, che consistono nel riportare lontano dall’acqua la struttura, ora agganciata alla gru, ed iniziare quindi le valutazioni sul ripristino dello scafo. Secondo indiscrezioni pare anche che la struttura in legno non sia così usurata e quindi una buona manutenzione dovrebbe riportare il Mulino ai suoi vecchi splendori.

Mentre si fa sempre più largo l’ipotesi di un ricollocamento sulla terra ferma, ma questa decisione verrà presa dopo il ripristino della struttura. Su questa scelta sempre più critica è la consigliera di minoranza Daniela Simoni.

“Primo caso nella storia di mulino galleggiante spiaggiato – commenta Simoni – un primato è sempre buona cosa vantarlo anche se ci renderà sberleffi. Se penso che nei primi anni del 900 il grande fiume contava innumerevoli mulini quali vere e proprie attività produttive e residenze dei mugnai e delle loro famiglie.

Hanno galleggiato per anni e sono stati il sostentamento di tanti nuclei familiari. Oggi, con le tecniche di cui disponiamo, non siamo in grado di farne galleggiare uno soltanto. Insisterò fino allo sfinimento (mio e vostro) senza una debita e seria assegnazione in gestione anche questa nuova ed innaturale allocazione sarà vana.

Unica consolazione: secondo quanto riportato dalla cronaca si evice un cronoprogramma di intervento per quel vecchio e stanco mulino che dopo anni di solitudine e di abbandono non ce la fa più”.

(d.m.b.)

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