MADONNA DELLA GALVANA – ERANO IN TANTI A CELEBRARE LA PRIMA FESTA DELLA PATRONA DI RIVA DEL PO – ERANO PRESENTI MOLTI CITTADINI E TUTTI I PARROCI DEL COMUNE INSIEME AL SINDACO ANDREA ZAMBONI

Madonna della Galvana – Erano in tanti lunedì sera al Santuario della Madonna della Galvana per festeggiare per la prima volta la patrona del neo Comune di Riva del Po, fusione dei due ex comuni di Ro e Berra. Una cerimonia Eucaristica alla quale hanno partecipato oltre 50 cittadini, per lo più locali, devoti al volto sacro della Beata Vergine della Galvana.

Tutti rigorosamente seduti e distanziati i fedeli hanno partecipato al Santo Rosario nel parchetto antistante la piccola chiesetta: all’interno si sono seduti i parroci e le autorità locali.

Dopo il “fioretto” don Francesco Pio Morcavallo, parroco di Berra/Cologna, ha celebrato l’Eucarestia, assieme ai parroci don Luciano Camola, aiuto nella Unità Pastorale a Tamara e Ruina, don Andrea Tani, di Ro, Ruina, Zocca, Tamara e Saletta, don Pio Grandi di  Guarda, don Andrea Masini di Serravalle e Don Sergio Vincenzi di Alberone, mentre dal parchetto i fedeli hanno partecipato alla Santa Messa con l’immagine proiettata sul muro.

“Avremmo dovuto celebrare la festa il 31 maggio – ha spiegato don Pio – ma abbiamo celebra la solennità di Pentecoste, che ha la prelazione su ogni altra festa. E quindi la festa è stata spostata ad oggi, quello della festa Marianna”.

Dopo anni di “chiusura” 25 anni fa l’intero Santuario fu ristrutturato e riportato allo splendore, e al suo utilizzo, grazie alla volontà dell’allora parroco di Berra  don Leonardo Bacelle. Nel 2000, anno del Giubileo, il santuario fu impreziosito della campana, fatta costruire appositamente da don Leonardo con il materiale che componeva la “vecchia” e più vetusta e piccola campana presente nel vecchio Santuario.

“Una scelta saggia e condivisa da tutti i parroci del comune – ha detto il sindaco Andrea Zamboniche ci hanno indicato come patrono la Madonna della Galvana, segno di unione tra tutti. Ed è tangibile il fatto che mentre noi politici continuiamo a parlare di ex comuni, Ro e Berra, voi siete un passo avanti, con il comune di Riva del Po: dobbiamo imparare da voi”.

Nella omelia don Pio non ha mancato di fare i ringraziamenti a tutti i presenti. “Avremmo voluto festeggiare con più enfasi e minor restrizione – ha detto don Pio – ma purtroppo l’emergenza in corso non ce l’ha permesso. Penso comunque sia stato un momento di ritrovo e riflessione utile a tutti. Speriamo che il buon Dio ci aiuti e che il prossimo anno potremmo festeggiare con più libertà”.

Al termine della cerimonia, arrivata a notte fonda, saluti senza abbracci tra tutti i presenti.

(l.c.)

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