COPPARO – IN FORTE DIFFICOLTA’ L'”UNIONE TERRE E FIUMI” – RIDOTTI ORARI E PERSONALE – ANDIAMO VERSO LA CONCLUSIONE DI UN’AVVENTURA?

Copparo – Sempre più in difficoltà l’unione Terre e Fiumi e, come si dice spesso, “tira i temi in barca”. Una barca che è costretta a buttare la zavorra per non affondare. Si tratta della “perdita” di impiegati: chi se ne va non viene rimpiazzato. E così l’insofferenza e il disagio nella quale versa l’Unione  è palpabile e visibile ad occhio nudo.

Lo è per le parti politiche ma anche per tutti i servizi, in primis quello della Polizia Locale, sotto di 8 unità, anche se 2 assunzioni sono state annunciate da parte del presidente Andrea Zamboni.

In questi giorni il ridimensionamento si sta distribuendo sul Servizio Unico Edilizia Imprese, che raggruppa lo sportello Unico Edilizia e Attività Produttive. A chiudere, per mancanza di personale, sono gli uffici dislocati sul territorio. Ad esempio martedì 11 febbraio l’ufficio di Berra ha effettuato l’ultima apertura e poi ha chiuso, forse per sempre.

Già chiuso anche l’ufficio di Tresigallo, mentre nei giorni successivi verranno chiusi anche gli uffici di Formignana e Ro.

Nella sede centrale dell’Unione, a Copparo, i giorni di apertura al pubblico passeranno da 3 a 2. 

“L’Unione rimodula gli orari di apertura – spiega il presidente Andrea Zamboni – in attesa della riorganizzazione complessiva dell’Unione in tutta la sua organizzazione”.

Un laconico e breve commento ad una cronica situazione che evidenzia le problematiche esistenti, dove la parola “ridimensionamento” viene sostituita da “riorganizzazione”. Una riorganizzazione che i tecnici commentano così. “Accettiamo e ci adattiamo a questa nuova situazione. Sarà importante verificare se con i nuovi orari l’ufficio di Copparo è in grado di accogliere e smaltire tutte le nostre richieste”.

Di questa carenza di personale se ne è parlato anche in consiglio comunale di Riva del Po, con la consigliera di opposizione Daniela Simoni che proponeva di portare gli impiegati all’Unione e di lasciare nelle tre sedi (Copparo, Tresignana e Riva del Po) solo la parte politica.

Una soluzione ottimale ma sicuramente più facile da dirsi che da farsi in quanto spostare tutto o quasi il personale da una sede ad un’altra non è cosa semplice. Però, in questo caso, sarebbe come dire perché non si è fatta la fusione dell’ex mandamento del Copparese.

E nel mentre si attende che la parte politica si accordi sul da farsi.

(d.m.b.)

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