SANT’APOLLINARE, LA “RECICLA” PRONTA AL SALTO DI QUALITA’ MA OSTACOLATA DAI PESSIMI COLLEGAMENTI STRADALI

LA SEDE RECICLA
PONTE DELLA BARCHESSA
IL TITOLARE DI RECICLA

Sant’apollinare – La ditta Recicla allarga i propri orizzonti, amplia la sua attività, ma si trova subito a dover fare i conti con una viabilità falciata, limitata dalla chiusura del ponte della Barchessa, che si trova a pochi passi dalla ditta e che da sbocco verso la parte orientale.

Stiamo parlando della ditta con sede a Sant’apollinare, che si occupa del riciclaggio di materiale non pericoloso e che da anni opera con notevole successo su tutto il territorio nazionale.

Nei giorni scorsi la ditta, con sede nella piccolissima frazione di Copparo, ha ottenuto la definitiva approvazione da parte dell’Unione Terre e Fiumi per l’ampliamento, verso un terreno adiacente.

L’azienda si occupa da tempo della gestione dei rifiuti non pericolosi, soprattutto di legno, scarti vegetali da attività agricole o da lavorazione del legno, destinati al recupero o alla produzione di Compost. Ora l’azienda agricola potrà aumentare l’estensione e l’attività che dovrebbe comportare un incremento del passaggio dei mezzi pesanti. Questo però trova ostacolo nell’adiacente chiusura del ponte
della Barchessa.

Il ponte si trova sulla strada provinciale 44 e attraversa il canale Leone, unendo i comuni di Jolanda di Savoia e Copparo. L’interruzione forzata dallo sgretolamento dei piloni di sostegno sta provocando molti disagi; sul lato copparese si trovano attività artigianali, commerciali e agricole: operai, veicoli delle ditte, mezzi agricoli quotidianamente devono percorrere tragitti alternativi e più lunghi.

Della costruzione del ponte se ne è parlato anche in consiglio comunale a Copparo, che non pare ponga veti sui tempi e sui finanziamenti economici. Diverso il discorso per l’amministrazione comunale di Jolanda, che non ha saputo dare una risposta immediata.

Ma non è solo la ditta Recicla a dover fare i conti con questo disagio: sulla strada in questione si trovano molte altre attività che vengono penalizzate da questa interruzione, come pure alcuni operai per raggiungere il posto di lavoro.

Tanto è che subito dopo la chiusura il titolare della ditta Recicla, residente a Berra, ed un compaesano e collega di un’altra importante ditta attigua – anche questa ditta trova nello spostamento su gomma la sua maggior attività – si erano interessati per la copertura delle spese per la manutenzione al ponte ma non se ne fece nulla perché appunto il ponte vuole rifatto.

A questo punto ci si chiede quali saranno i tempi di intervento, mentre altri danno come unica soluzione del problema l’intervento della provincia, visto che di strada provinciale si tratta. Ma la questione è sempre quella economica: non ci sono progetti esecutivi, almeno così pare, ma i più esperti parlano di circa 500mila euro per rifarlo.

(d.m.b.)

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