SERRAVALLE, ALLARME INQUINAMENTO DA PFAS NEL PO. IL MINISTRO DELL’AMBIENTE CONVOCA A ROMA LA CONFERENZA DEL BACINO PADANO – EMILIA ROMAGNA, SE CI SEI BATTI UN COLPO –

Serravalle. (dall’inviato Luccico) “EMERGENZA PFAS?” a quanto pare è un problema solo Veneto. E che problema. Un problemone. Mha!!!! Prosegue così, ma solamente per il Veneto, la “caccia alle streghe“.

Domani, giovedì 2 maggio, l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto incontrerà il Ministro dell’Ambiente e nell’occasione chiederà venga fatto il punto sulle misure necessarie per contrastare l’inquinamento da Pfas nel Po.

Per domani il Ministro ha convocato a Roma la Conferenza del Bacino Padano, a cui parteciperanno tutti i responsabili dell’Ambiente di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Come previsto dall’ordine del giorno, il vertice affronterà l’inquinamento da smog. Ma l’Assessore veneto ha annunciato che porrà all’attenzione del Ministro e dei colleghi anche quello dei limiti all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Con insistenza, ma senza ritrovare riscontri da parte dei colleghi delle altre regioni, il Veneto ritiene che il problema necessiti di una soluzione da parte di tutte le regioni rivierasche perché i dati dei rilevamenti (solo da parte veneta) nelle acque del Po – che il Veneto ha già deciso di depositare alla Procura della Repubblica – confermano una presenza di Pfas di nuova generazione a livelli anomali.

Il presidente Luca Zaia l’ha definito “l’emergenza nazionale” ricordando quanto in realtà la Regione Veneto abbia già fatto imponendo il limite zero a differenza delle altre regioni italiane. “E’ necessario che chi ha sbagliato paghi”. Ma il problema è proprio questo: limiti massimi consentiti diversi per regione. Quello che per il Veneto risulta essere inquinamento per le altre regioni rappresentano valori normali o comunque dentro gli standard consentiti.

Ed ecco l’insistenza da parte dell’assessore regionale all’ambiente del Veneto “I dati ci dicono che qualcuno lungo il Po sta sversando in grande quantità. Nel fiume, infatti, scorrono ogni giorno quattro chili di sostanza inquinante. È necessario che siano definiti subito i limiti da rispettare lungo tutto il corso perché se vengono fissati solo dal Veneto ma non da chi ha competenza su altri tratti del fiume è un lavoro inutile che non porta ad alcuna soluzione.

Al tavolo del Bacino Padano convocato dal Ministro saranno rappresentate tutte le regioni interessate, questa è quindi l’occasione adatta per sollecitare una strategia comune a questa emergenza”.

Vedremo cosa scaturita da questo incontro e comunque si auspica una soluzione definitiva. O i valori di riferimento vengono allinesti a quelli veneti e quindi si annuncia una soluzione nazionale al problema oppure il Veneto si allinea con le altre Regioni e ritira il suo stato di allarme.

Nel contempo il sito internet del Cadf, il consorzio che gestisce i punti di Ro e Serravalle dei prelievi e potabilizzazione dell’acqua, invita più che mai a bere l’acqua del rubinetto perché così si evita di inquinare con la plastica.

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