COPPARO – ARCHIVIATA LA VICENDA DEL VELOX ILLEGITTIMO POSTO DAL COMUNE TRA RO E COPPARO – DANIELA SIMONI: “E’ UNA VITTORIA A META’… AI MULTATI NON SONO STATI RESTITUITI I SOLDI “SOTTRATTI”…

Copparo Conclusa con molte recriminazioni la vicenda del velox, quello che si trovava sulla strada provinciale 5 Copparo Ro, rimosso grazie alla battaglia avviata dalla cittadina Lorena Rizzardi e dalla consigliera comunale Daniela Simoni, con il supporto di Carlo Spaziani, l’ufficiale in quiescenza della polizia locale di Roma.

Una vicenda che si porterà dietro molti strascichi ma anche tanta rabbia, una cosa grande, che ha coinvolto anche istituzioni fuori regione (Veneto).

“Mi duole molto mettere la parola fine a questa vicenda – dice Daniela Simoni – perché la mia e quella di chi con me ha collaborato è stata una vittoria a metà. Velox rimosso e quindi giustizia per chi verrà dopo di noi, ma per chi ha pagato ingiustamente non ci potrà mai essere soddisfazione.

Con l’avvocato che seguiva questa vicenda siamo arrivate fin qui. La Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto rispondere in autotutela rifondendo gli automobilisti vessati ma il presidente dell’unione Andrea Zamboni è stato chiaro: “Il bilancio dell’Unione Terre e Fiumi subirebbe un grosso scossone e non se lo può permettere”. Quasi una dichiarazione di “autocolpevolezza”, di fronte alla quale non può o non vuole intervenire. Una vicenda però che non disarma la consigliera di Riva del Po.

“Ma vorrei che non si parlasse del “mi sono arresa”: non lascerò calare il sipario su questa ignobile vicenda e non smetterò mai di pensarci, di studiare, di analizzare. Ma se vado con la memoria all’archiviazione del fascicolo da parte della Procura, senza nemmeno darne motivazione, non posso che pensare male. Chi dovrebbe tutelarci si gira invece dall’altra parte: questa la tristissima verità”.

Poi Daniela Simoni ricorda i fatti. “Il velox è stato voluto ed installato dal Pd locale, a quel tempo al governo, per compensare il vuoto di bilancio creato da Jolanda di Savoia che, uscendo dall’unione dei comuni Terre e Fiumi, si era giustamente riportata a casa gli introiti del suo apparecchio situato sulla gran linea.

È stato poi rimosso perché considerato illegittimo dal Prefetto di Ferrara che ha provveduto alla verifica   dell’installazione, dopo un nostro specifico esposto. Ma ad oggi nessuno ha pagato per questa frode ai danni dei cittadini al solo scopo di far cassa, perché qui da noi il Pd non si tocca, anzi.

È sempre quel Pd che governa diversi territori anche ai giorni nostri. Chissà se qualche coscienza si sveglierà mai dal suo profondo torpore e armato di matita deciderà di cambiare questo sistema malato”.

(d.m.b.)

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