BERRA – RISCHIA LA DENUNCIA PER “INCENDIO COLPOSO” L’INQUILINO ACER DI ALBERSANO CHE HA CAUSATO MOLTI DANNI ALLA SUA CASA IN AFFIDAMENTO – ANCHE L’APPARTAMENTO SOTTOSTANTE HA DOVUTO ESSERE SGOMBRATO – MOLTI I PROBLEMI DA RISOLVERE…

Berra Rischia la denuncia per “incendio colposo” l’inquilino della casa popolare che nella serata del 27 ottobre, mentre si trovava in casa in via Albersano a Berra, l’appartamento è andato a fuoco: una candela la causa. I giorni successivi all’evento i commenti e le polemiche abbondano.

“Situazione prevedibile e quindi evitabile” è la considerazione maggiore, che trova appoggio dal fatto che tale evento si verificò ancora, diversi anni fa, allora per “colpa” di una sigaretta fumata a letto che diede fuoco al materasso, ora di una candela, accesa per far luce ad un appartamento senza utenze.

Sta di fatto che ora i due alloggi, di proprietà del comune e gestiti da Acer, sono stati resi inagibili con una ordinanza sindacale: nell’alloggio andato a fuoco ci sono cedimenti strutturali e condizioni igieniche non idonee, mentre in quello sottostante, causa le infiltrazioni dell’acqua per spegnere l’incendio, è saltato l’impianto elettrico.

In entrambi i casi i rispettivi inquilini sono stati “sistemati” altrove, ma le soluzioni sono al vaglio. 

“Assistenti sociali e Acer sono al lavoro, per trovare una soluzione – spiega il sindaco di Riva del Po, Andrea ZamboniSiamo tutti mobilitati per risolvere il problema”.

Della situazione però non è contento il figlio della 90enne, inquilina dell’appartamento al piano terra, che ha denunciato un mancato interessamento delle parti, anche a fronte di una sua segnalazione fatta a gennaio scorso.

“La situazione è sempre stata monitorata – spiega il Sindaco – ed ora stiamo tutti lavorando attorno a possibili soluzioni, che avranno tempi diversi di attuazione a seconda di quali soluzioni verranno adottate, fermo restando che i due inquilini saranno messi in condizioni di ritrovare la loro quotidianità”.

Per quanto riguarda le proteste del figlio della 90enne il sindaco dice: “Legittimamente può dire e pensare di tutto. Io non sono a conoscenza diretta della segnalazione di gennaio ma so di certo che gli Assistenti Sociali e Acer stavano monitorando la situazione da tempo”.

Una situazione che non sembra facile, anche perché il 67enne, “autosufficiente”, può muoversi liberamente e prendere decisioni autonome, non facilmente influenzabili. Una persona conosciuta da tutti in paese, schiva, introversa, che non ha mai dato disturbo. Lo si vedeva sempre in bicicletta, suo mezzo di trasporto abituale, con il decespugliatore sulle spalle alla ricerca di lavoretti per comperarsi da fumare.

(d.m.b.)

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