– BERRA AVEVA BISOGNO DI QUESTA FUSIONE? – RIVA DEL PO, UNA NAVE IN MEZZO AL MARE… – QUELLO CHE LE STATISTICHE NON DICONO –

VENTO FORTE …MOTO ONDOSO ANOMALO

RIVA DEL PO

..una nave in mezzo al mare

Negli ultimi anni di vita del comune, a Berra ben poco era il lavoro richiesto ai consiglieri.

Poco e di poca importanza per via di due questioni: le scarse competenze date, negli ultimi decenni, dalla nostra legislazione ai consigli comunali sull’ordinaria amministrazione (passa quasi tutto per decisioni di giunta), ma in particolare per l’assenza, direi completa, di ogni qual si voglia tipo d’investimento.

Era perciò da un po’ che non provavo interesse ad assistere ai consigli comunali.

Con l’avvento del nuovo comune Riva del Po l’interesse è tornato, sia per via di una passione che ho sempre avuto, sia per la novità della fusione, evento di una certa rilevanza “storica” per il nostro territorio.

Quello di mercoledì scorso (31 luglio ’19), dei tre convocati finora, è stato indubbiamente il più interessante; non poteva che essere così, visto che si trattava di approvare la “nascita” del primo bilancio da cui partire per il nuovo comune, sommando debiti, crediti e impegni economici dei bilanci degli estinti Berra e Ro. Na’ tragedia!!

Di cosa si è detto in apertura, dirò alla fine.

Il sindaco dà la parola al ragioniere capo e, dal suo intervento che chiarisce quanto risulta a bilancio dopo l’unificazione politica e contabile di Berra e Ro e dagli interventi successivi di maggioranza e opposizione, riesco a capire quanto segue:

*Con un avanzo di amministrazione del 2018 del comune di Ro di € 2.841,46 e quello di Berra di 925.515,12, Riva del Po inizia la sua avventura con un avanzo di € 928.356,58.

Però! Mi dico…. Stiamo facendo società con uno che mette 3.000 euro con i nostri 900mila. Scusate la parentesi, ma io ero un “berrese” che per anni non ha visto un investimento!!

*Da un intervento della minoranza, dalla capo gruppo Lucchin Centro Destra, apprendo che forse quei 2.800 € di Ro sono in discussione per una posta negativa di bilancio, forse mal inquadrata o perlomeno in discussione di 9.000€, che porterebbe un disavanzo di Ro intorno ai 6.000€ ….e qui più di un “però” non mi sovviene.

*Nella discussione sul 5° punto all’ordine del giorno, dove Riva del Po deve cominciare ad accantonare e prevedere, come ogni buon padre di famiglia, sento dire che 124.000€ devono essere accantonati in quanto, sempre a Ro, nel 2017 si era chiuso il bilancio con un passivo di pari importo e, non avendolo comunicato a chi di dovere, si è sforato il “patto di stabilità” onde per cui, oltre alla somma detta, potrebbe arrivare anche una sanzione dalla Procura e Corte dei Conti…

*Procura e Corte dei Conti? Si signore, perché mentre il dibattito va avanti, salta fuori che all’attenzione della magistratura ci sono diverse altre delibere di Ro Ferrarese, tutte in forse e tutte in attesa di verifica, per cui non sarebbe male prevenire pensando che altre “tristi” novità potrebbero bussare alla porta dei nuovi amministratori. Ad esempio un appalto dei marciapiedi in rifacimento a Ro per il quale, da un’interpellanza della capogruppo Simoni di Gente di Riva del Po, s’impara di lavori sospesi per appalto “sbagliato”(?) all’attenzione appunto della Procura, al quale la nuova maggioranza sta tentando di riparare. Evvai!!!

Mentre sono là, seduto fra un pubblico, un po’ interessato per partito preso, un po’ forse attonito per quel che sente, mi ritorna in mente quel che ho sentito all’inizio della seduta.

Un ordine del giorno della maggioranza contro il governo per “non aver mantenuto”, anzi per aver “tradito” il patto istituzionale che doveva devolvere una certa quantità di fondi ai comuni che si fossero fusi, è stato contestato dalle minoranze, tranne che dal gruppo di “Sviluppo Eco Compatibile”, in quanto a tutti doveva essere chiaro che le cifre sventolate in campagna referendaria ed elettorale, non erano un diritto, ma semplicemente tutti sapevano che potevano essere diverse e molto inferiori, bastava leggere.

Sì, bastava leggere perché, piccolo commento personale, potevano addirittura anche non esserci per niente.

Ed è qui che la debolezza di chi ha vinto le elezioni ancora una volta in questo territorio, esce tutta, con dichiarazioni, poche di numero, ma allineate e coperte. Dichiarazioni che negano di aver intrapreso il percorso dell’unificazione per i soli contributi promessi. Saltano fuori motivazioni di economie di scala, cioè di risparmi sull’organizzazione dei servizi e sui costi della politica. Tuttavia si rimarca il TRADIMENTO del patto istituzionale perpetrato da questo governo per il taglio dei fondi.

Chi non segue non sa, ma chi era presente alle assemblee non ha memoria corta.

L’unico scopo, l’unica motivazione di dar vita a “Riva del Po”, erano quei 12milioni di euro in dieci anni che tutti sapevate potevano anche non arrivare. Mai nessuno ha parlato di economie diverse, incomprensibili per piccoli comuni che, fra l’altro, partecipano a un’unione per condividere le spese dei servizi.
E dello studio fatto dall’Università di Ferrara sulla fattibilità e convenienza di quest’operazione, semplici cittadini come me, non sanno dove attaccarselo. So solo che i miei amministratori berresi, o non hanno capito nulla del comune di Ro, o ci hanno imbarcato in un carrozzone, che faticheremo non poco a trainare, con un discreto grado d’incoscienza. Non so quale delle due ipotesi sia la più auspicabile.

Altroché “grande comune”!!!

Leonardo Peverati
2 Agosto 2019

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