COLOGNA – PREOCCUPAZIONE TRA I CITTADINI PER LA PRESENZA DI LEGIONELLA NELLE CONDUTTURE DELL’ACQUA POTABILE DELLA SCUOLA MATERNA – SCUOLE CHIUSE FINO AL 9 NOVEMBRE – I GENITORI LAMENTANO IL FATTO DI NON ESSERE STATI AVVISATI, TEMPESTIVAMENTE, DAL COMUNE

SCUOLA MATERNA DI COLOGNA

Cologna – C’è molta apprensione e preoccupazione  tra i cittadini di Cologna, ma non solo, per la presenza di Legionella nelle condutture dell’acqua della scuola materna ma anche nella palestra e negli spogliatoi del campo sportivo. Da quando lunedì si è diffusa la notizia, prontamente lanciata dal sindaco Andrea Zamboni, sulla chiusura delle strutture interessate, in paese non si parla d’altro.

La preoccupazione è anche quella che il batterio possa arrivare anche nelle proprietà private, possibilità molto remota. Il tutto è nato lunedì mattina, quando il laboratorio analisi del Cadf ha comunicato al sindaco di Riva del Po Andrea Zamboni di questa presenza. In quel momento i bambini si trovavano a scuola.

“Lunedì, 19 ottobre, alle 13 la maestra, non appena ricevuto l’ordinanza di chiusura – spiega Martina, rappresentante dei genitori – ha chiamato tutti i genitori dei 21 bambini iscritti, dicendo di andare a prendere subito i bimbi a scuola. Quindi in pochissimo tempo ci siamo dovuti organizzare. Non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali dall’istituto o dal comune”.

Un rammarico, quello della presenza attiva dell’ufficio scolastico comunale che i genitori lamentano da tempo, non solo in questo caso “Meno male che abbiamo la maestra premurosa – riprende Martina – che ha chiamato personalmente tutte le famiglie nonostante fosse già a casa, perché aveva terminato il suo orario di presenza a scuola”.

Ma la comunicazione è arrivata ugualmente puntuale e precisa ai genitori. “Ci hanno comunicato che la scuola rimarrà chiusa fino all’8 di novembre compreso e riprendera il 9 – spiega Martina – noi genitori, al momento, ci siamo organizzati con appoggi alternativi, ma siamo molto arrabbiati perché trovarsi i figli a casa improvvisamente è un grosso disagio”.

Un disagio comprensibile e improvviso che nemmeno gli amministratori potevano sapere. Va ricordato che con una delibera l’amministrazione comunale ha reintrodotto l’uso della bottiglietta d’acqua nelle mense scolastiche, anziché le caraffe di acqua prelevata dal rubinetto, con l’approvazione dei genitori. A ragion veduta, anche se non esiste la controprova, questo potrebbe aver aiutato la mancata diffusione del batterio.

“Per ora ci affidiamo alla buona volontà di nonni o parenti – conclude Martina – almeno chi può, oppure ricorrendo alla baby sitter. Il Preside voleva trovare uno spazio idoneo dove poter mettere i bimbi così da permettere di continuare l’attività scolastica ma  secondo me non si concluderà nulla”.

Come spiegato lunedì dal sindaco, trovare una soluzione alternativa in presenza di Coronavirus diventa molto difficile, soprattutto in tempi brevi. Diverso il discorso delle altre due strutture coinvolte, la palestra è il campo sportivo, dove le attività si sono fermate senza grossi problemi.

Nel frattempo “Controlli, verifiche e sanificazione proseguono regolarmente – ci ha detto ieri al telefono il sindaco Andrea Zamboni – fino a quando le analisi non dimostreranno che il batterio è debellato. A quel punto potremo riaprire la scuola e le altre strutture coinvolte. Ma sono fiducioso che i tempi saranno ristretti”.

(m.b.)

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