COCCANILE – SI E’ SVOLTO VENERDI’ 25 SETTEMBRE L’INCONTRO CON IL GRUPPO ARCHEOLOGICO FERRARESE CHE HA ILLUSTRATO LE SCOPERTE AVVENUTE IN QUESTI ULTIMI ANNI NEI PRESSI DEL PAESE – REPERTI ROMANI E RESTI DI UNA PIEVE DEL VI-VII SECOLO – GLI SCAVI PROSEGUONO E PROMETTONO ALTRE MERAVIGLIE

Coccanile Chiesa gremita venerdì sera, 25 settembre, a Coccanile per la presentazione degli scavi di S. Venanzio 2019 e S. Venanzio 2020, scavi che hanno portato alla luce una delle più antiche pievi ferraresi nel letto del Canale Naviglio.

Dopo la segnalazione di materiale antico nei pressi del corso d’acqua, la campagna di scavo del 2019 ha messo in luce i resti di un edificio di culto riferibile al VI-VII secolo e la presenza di dodici sepolture. Dalla stratigrafia è emerso che, per le sopravvenute modifiche del canale, il sito è stato abbandonato intorno al IX secolo, con il contestuale recupero dei laterizi di età romana.

Gli studiosi e gli archeologi si sono allora chiesti dove si fossero spostati i frequentatori della pieve. Le ricerche hanno suggerito il trasferimento in un’area poco lontana, oggi azienda agricola, in proprietà fino agli anni Sessanta della Chiesa. Condotti gli approfondimenti, con l’ausilio delle foto aeree, e alcuni sondaggi esplorativi, è iniziato lo scavo, che si protrarrà almeno per un mese e comunque sino a fine indagine.

Durante l’incontro gli esperti del Gruppo Archeologico Ferrarese hanno illustrato e comparato le due Pievi. Sempre gli Archeologi hanno attivato una proficua collaborazione, volta alla valorizzazione della storia e delle sue emergenze nel territorio.

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