BERRA – TENTANO DI “FREGARE” IL PARROCO DI BERRA, DON FRANCESCO MORCAVALLO, MA I CARABINIERI IDENTIFICANO E DENUNCIANO I TRUFFATORI

DON FRANCESCO MORCAVALLO PARROCO DI BERRA E COLOGNA

Berra Tentano di fregare il prete ma finiscono in manette. È stato l’epilogo di un tentativo di truffa ai danni del Parroco di Berra don Pio Francesco Morcavallo nel nome di Cinzia Fusi, la donna barbaramente uccisa nell’agosto scorso, ma sono stati smascherati e denunciati dai carabinieri ai quali si era rivolto il sacerdote.

I fatti risalgono al settembre scorso, quando don Francesco Pio Morcavallo, della parrocchia di Berra e Cologna, è andato alla stazione Carabinieri di Berra per denunciare un tentativo di truffa.

Ha raccontato agli inquirenti di essere stato contattato da un sedicente direttore di banca e da un sedicente notaio, i quali lo informavano di detenere un testamento, consegnato tempo addietro da Cinzia Fusi, la ragazza 34nne barbaramente uccisa a Copparo il 24 agosto 2019 dal proprio datore di lavoro.

I due avevano raccontato che la ragazza aveva deciso di donare 40.000 euro alla parrocchia di Berra. Dovendo istruire la pratica relativa al lascito i due avevano urgentemente bisogno del 7,5 % della somma per procedere al pagamento di bolli ed oneri vari. Chiedevano che don Morcavallo eseguisse nell’immediatezza un bonifico bancario.

Il sacerdote, insospettito soprattutto della pressione esercitatagli dai due “professionisti” per il versamento della somma di 3.000 euro con bonifico bancario, chiedeva loro un incontro al fine di pagare eventualmente in contanti la somma richiesta. Con la scusa della trasparenza bancaria e della normativa contro il riciclaggio, insistevano di non poter accettare denaro contante e che era necessario procedere con estrema urgenza ad effettuare il bonifico bancario.

Le complesse indagini condotte dai militari della stazione di Berra hanno permesso di individuare il truffatore spacciatosi per notaio, ben conosciuto alle forze di polizia, e altre 3 persone intestatarie di conti correnti e utenze telefoniche utilizzate da lui.

Perini, noto anche come il falso don Domenico Bedin, è il fautore della tenterà truffa che nei giorni scorsi era stato denunciato per ricettazione dalla Squadra mobile della polizia che ha trovato in casa sua un timbro della parrocchia di Pontelagoscuro, dove officia don Silvano, fratello di don Domenico.

Una storia che fa riflettere ma che soprattutto deve mettere in guardia i parroci.

(l.c.)

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