RIVA DEL PO – CON LA FASE 2 DIVENTA POSSIBILE FARE LA SPESA FUORI DAL PROPRIO COMUNE – E’ UNA QUESTIONE DI PREZZI – DANIELA SIMONI PROPONE UN ACCORDO PER ALLINEARE I PREZZI ANCHE NEI NEGOZI DEL TERRITORIO…

Riva del Po – La fase 2 è iniziata: ora “finalmente” si può fare la spesa fuori dal Comune. “Era tempo che aspettavo un’occasione così!” diceva Jerry Calà nel film Rimini Rimini dell’87. Una transazione obbligatoria, inevitabile, ma che al tempo stesso ha amareggiato le strutture commerciali locali.

E poi quel “finalmente” , che suona quasi come una offesa, un oltraggio. “La fase 1, accolta e trascorsa con tanto sacrificio e tanta abnegazione pare abbiano insegnato nulla a clienti ingrati ed eternamente insoddisfatti – commenta la consigliera Daniela SimoniPur comprendendo lo sfogo e sottolineando l’impegno encomiabile profuso da tutti i lavoratori (e non solo durante l’emergenza), mi sento di dare la mia interpretazione al” finalmente” in questione.

In tempo di pandemia, di cassaintegrazione, di lavoro perduto, di buoni non assegnati perché vivo con un pensionato, risparmiare qualche (e sono magnanima) euro quando faccio la spesa mi permette di arrivare (forse) a fine mese e di sopravvivere al virus.

Esco dal mio comune non perché quel commesso o quella commessa o quel titolare mi sono antipatici ma perché RISPARMIO. Vi siete mai chiesti perché a Copparo il “fare la spesa in comune” non è mai stato argomento di discussioni infinite? Dal 4 maggio i copparesi non lasceranno infatti il loro comune per approvvigionamenti”.

Ma la Consigliera, nella sua considerazione, ha inevitabilmente uno scopo politico, perché è lì che voleva e vuole andare a parare. Ma vuole essere anche un indirizzo, un consiglio.

“Un amministratore accorto e presente sul suo territorio dovrebbe prendere a pretesto l’esperienza pandemica e chiedere ai direttori delle strutture commerciali sul nostro territorio di provare a tenere i prezzi allineati per almeno un semestre (?) alle strutture delle altre realtà comunali in cambio di un abbassamento consistente della pressione fiscale locale.

E stare a vedere. Se il cittadino risparmiando rimane sul suo territorio,  anche accontentandosi di un’offerta più contenuta di prodotti, contribuendo così a rafforzare e magari a far crescere l”indotto sul suo territorio.

Mi sa che invece abbiamo obbligato prima senza dare niente e lasceremo andare ora senza fare niente!”.

(l.c.)

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