SERRAVALLE – SFIORATA DAL CORONAVIRUS LA CASA DI RIPOSO DR. A. CAPATTI – UN PAZIENTE IN ARRIVO DA CENTO – E’ RIMASTO IN ISOLAMENTO ED E’ STATO TRASFERITO IN OSPEDALE TEMPESTIVAMENTE

Serravalle – A molti non è passato inosservato, perché pubblicato sulla stampa, che ancora una volta il Coronavirus ha “colpito” la casa di riposo Attilio Capatti di Serravalle.

Questa volta però, a differenza dei due casi precedenti dove i due ospiti hanno preso il virus in altre strutture, poi diventato letale, questa volta il covid-19 è entrato nella struttura, ma solo per un piccolo passaggio.

Le precauzioni adottate già dal 24 febbraio scorso ne hanno fermato il contagio, come spiega la responsabile dell’assistenza.

“Il caso è di un nostro ospite che era  ricoverato per altre patologie all’ospedale di Cento – spiega Cinzia Trapella – Al momento della dimissione per accoglierlo in struttura abbiamo richiesto il tampone il quale è risultato negativo”.

Una volta arrivato in struttura e stato collocato in una stanza di isolamento, come si è fatto con tutti gli ospiti che rientravano dall’ospedale o comunque da altre strutture. “Abbiamo accolto l’ospite in struttura  ponendolo ugualmente  sotto stretto isolamento – prosegue Trapella – e trattato con tutti i DPI in quanto l’ospite era stato tamponato 3 giorni prima della dimissione.

Nonostante la negatività al tampone fatto in ospedale ho proceduto con la massima attenzione e precauzione richiedendo un secondo tampone presso la nostra struttura il giorno dopo le dimissioni”.

Il tutto in collaborazione con le istituzioni sanitarie. “Premetto che devo fare un grande plauso ed elogio al servizio di Igiene Pubblica – riprende Trapella – che con grande professionalità e celerità è venuto a tamponare l’ospite il quale è risultato positivo ma asintomatico ed è stato subito trasferito in ospedale per procedere alle cure e alle precauzioni del caso”.

Ancora un finale positivo. “Quindi nella nostra struttura si è trattato di un veloce transito che ha lasciata inalterata la nostra tranquillità – conclude la coordinatrice, speranzosa che – tutto il lavoro fatto fino ad oggi per salvaguardare la salute ed il benessere dei nostri ospiti possa continuare al meglio come in questo momento”.

(l.c.)

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