RO – CONSIGLIO COMUNALE COMBATTUTO QUELLO DI SABATO 7 MARZO – DIVERSE POLEMICHE SU COSE DA APPROFONDIRE – DANIELA SIMONI, NON SENZA RAGIONE, CRITICA LA GIUNTA MA LA “STOPPA” POZZATI, NEOASSESSORE, CON UNA FRASE LAPIDARIA…

Ro – Che l’ultimo Consiglio Comunale di Riva del Po sia stato burrascoso è inconfutabile, ma tra un battibecco e l’altro, tra un rinvio e l’altro, alcune cose sono state fatte. Come ad esempio la surroga del consigliere Filippo Barbieri (la surroga da assessore è stata fatta tempo fa), con la prima dei non eletti Doriana Franciosi.

Altra surroga a voto palese per l‘Unione Terre e Fiumi, dove è stata nominata l’assessore Silvia Brandalesi al posto del dimissionario Gian Paolo Barigozzi.

Critica dura nei confronti di Barbieri da parte dei consiglieri Daniela Simoni (Gente di Riva del Po) e Marianna Lucchin (Centrodestra Unito per Riva del Po). “Come già detto in passato – è il parere unanime delle due consigliere – queste, più che dimissioni sembrano una fuga, da un sistema nel quale l’ex consigliere non si riconosceva più.

L’ex consigliere sapeva bene a cosa andava incontro e dare ora “la colpa” al lavoro rimane una scusa”.

Ancor più dura la consigliera Simoni: “Queste dimissioni sono irriguardose nei confronti dei propri elettori”.

Nella stessa seduta la Giunta ha presentato le linee programmatiche della gestione quinquennale (ormai quadriennale, visto che un anno se n’è già andato). Gli assessori hanno letto il programma dei loro rispettivi assessorati, praticamente una ripetizione del programma elettorale, a segno che questa maggioranza rinnova il progetto presentato.

Però è emerso un dato importante, dall’assessore al bilancio Raffaella Nalli, che ci riporta ancora indietro nel tempo ma che non viene trascurata da parte della minoranza.

“Ci siamo trovati di fronte ad una realtà diversa da quella che ci era stata prospettata con lo studio di fattibilità della fusione”.

“Ancora una volta e questa volta per iscritto – ha detto Daniela Simoni – si dice he questa fusione non doveva essere fatta. Mi fa piacere che qualcuno lo ammetta ufficialmente”.

Un progetto di fattibilità che, giova ricordarlo, è costato si due ex comuni qualcosa come 10mila euro, senza dimenticare il “vecchio” progetto di fattibilità per la fusione dei comuni del mandamento Copparese, ritirato ancor prima che uscisse, ma anch’esso non privo di costi.

E poi la “solita” discussione, relegata al fatto che questa maggioranza non parla. “Fate le cose quasi di nascosto – ha ribadito Simoni – quasi se fossero cose che noi non dobbiamo sapere. Noi della minoranza veniamo informati dalla stampa di quello che accade in municipio. Riteniamo questo una cosa non condivisibile”.

Anche su questo punto un piccolo battibecco, dove la consigliera Simoni viene invitata dalla maggioranza ad essere più “collaboratrice” e a postare su Facebook cose meno dure, meno critiche e più costruttive o addirittura il nulla, se vuole il bene e che la collaborazione prosegua.

“Mi attengo al diktat – ha detto la consigliera – certo non per volontà ma per il bene del nostro comune, della nostra gente”.

Per la maggioranza, espressa dal capogruppo Marco Pozzati – a lui rimane questo incarico – tra le parti si deve dialogare, lavorare per costruire, ma nelle sedi istituzionali.

“Non vogliamo tappare la bocca a nessuno – ha detto – però le cose si discutono e si decidono qui e non su Facebook”.

(l.c.)

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