COPPARO – UNIONE TERRE E FIUMI E' IN FASE DI STALLO – NESSUN RISULTATO POSITIVO PER IL NUOVO STATUTO – SE LA SITUAZIONE NON SI SBLOCCA SIAMO A UN PASSO DALLO SCIOGLIMENTO

Copparo – L’unione Terre e Fiumi ferma al palo. Un po’ per le note vicende pre elettorali, che stanno prendendo e occupando la scena politica, distogliendo un po’ tutti da altri problemi, ma anche e soprattutto perché lo Statuto non decolla. Che per ora si riduce alla sola composizione del consiglio.

La Commissione, che di fatto non esiste più dal 31 dicembre scorso, non è riuscita nell’intento di formare il Consiglio, che dovrebbe essere appannaggio del centrodestra secondo le logiche dei voti espressi dai cittadini nei tre comuni (Copparo, Tresignana e Riva del Po) che la compongono.

“Stiamo parlando di una istituzione di secondo livello, che dovrebbe fare gli interessi della gente, della popolazione, ed invece, durante gli incontri della Commissione, la sinistra pensa alle poltrone – commenta Marianna Lucchin, componente della Commissione e capogruppo di Centrodestra Unito per Riva del Po – recriminando tra l’altro poltrone che non gli aspettano visto che alle elezioni, complessivamente parlando, ha vinto la destra”.

Come già detto più volte è tutta questione di numeri, che si riducono alla logica dei comuni, anche se L’Unione non è un Comune.

“In Commissione abbiamo discusso di tutto – Prosegue Lucchin – compreso le diverse proposte avanzate dal consigliere Amà, ma nessuna è andata bene a tutti. Però, così facendo, non facciamo del bene ai cittadini, scopo principale di questo ente”.

Secondo la consigliera Lucchin la sinistra dovrebbe prendere coscienza e conoscenza che questa tornata elettorale l’hanno persa, mettersi il cuore in pace e “lavorare per il bene dell’Unione, che significa lavorare per il bene dei cittadini”.

Ma lo Statuto, che per forza di cose dovrà nascere, non è solamente la composizione del Consiglio ma anche la gestione dei vari servizi, le convenzioni, e la definizione degli introiti, dal momento che l’Unione “campa” con i contributi pubblici e con le entrate derivanti dai trasferimenti dei Comuni che la compongono.

“Nei diversi incontri fatti in Commissione – conclude Lucchin – abbiamo parlato solamente di questo e quindi è tutto da rifare”.

Ora spetta al Consiglio, quello in vigore, definire le prossime mosse, forse con la composizione di una “Nuova Commissione”, o forse con lo scioglimento dell’Unione, cosa che appare sempre più vicina. E, nemmeno farlo apposta, anche qui avrà un peso determinante, ma “incomprensibilmente/insignificante”, la vittoria elettorale amministrativa regionale.

(l.c.)

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