BERRA – VOCI DI DIVISIONE IN SENO ALL’UNIONE DEI COMUNI TERRE E FIUMI – PESANO TROPPO LE DIFFERENZE POLITICHE DOPO LE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Berra Unione SI, Unione NO. In questi giorni non si fa altro che parlare della “fine dell’Unione” Terre e Fiumi. Nata il primo dicembre del 2009, dopo che il 9 febbraio del 2000 era nata come Associazione, l’unione comprendeva i comuni di Berra, Copparo, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo.

Dopo vari cambiamenti dal primo gennaio del 2019 comprende i comuni di Tresignana, Copparo e Riva del Po. Dopo le ultime elezioni amministrative, che hanno sancito la vittoria della sinistra nei comuni di Riva del Po e Tresignana e della destra a Copparo, gli equilibri dell’Unione hanno iniziato a vacillare, anche se è giusto ricordare che anche prima non è che le cose andassero a gonfie vele.

Nessuno dei tre sindaci ha mai messo in discussione la scissione dell’Unione, ne prima e nemmeno dopo le elezioni, ma un cambiamento radicale, quello si. In questi giorni però l’Unione vacilla. Sentir parlare tra le righe i dipendenti le cose stanno messe malissimo per alcuni, benissimo per altri, e poi le vie di mezzo. Insomma, pareri molto soggettivi, influenzati dal settore occupato e dalla gradibilità del posto di lavoro.

Una situazione a dir poco paradossale ma che rasenta la maggior parte dei posti di lavoro. Allora cosa c’è di così negativo da far vacillare questa Unione? Sicuramente incide il fatto di chi governa i tre comuni, di diversa corrente politica. Ed i pesi in campo: complessivamente Copparo ha più residenti (circa 16mila) che Tresignana e Riva del Po (15mila circa) messi insieme. E se questo è il peso per influire sulle decisioni si parte già con gli scontri.

In discussione in questi giorni il corpo unico di Polizia Municipale, cosa che l’ex comune di Berra ha sempre guardato di traverso, tanto è che alla nascita il comune di Berra non partecipò: si aggrego qualche anno dopo, addirittura si disse dopo vari “ricatti” imposti dall’allora sindaco di Copparo nei confronti del sindaco di Berra. Successivamente furono molte le critiche da parte degli amministratori berresi, a partire da una diminuzione di presenze degli agenti sul territorio berrese.

Insomma, questo corpo unico non è mai stato digerito da “Berra” ed ora potrebbe diventare il motivo principale di una ipotetica scissione.

Dall’altra parte però c’è Assp, vero punto di forza dell’Unione. Nata come associazione tra i Comuni in tempi dove ancora non si parlava e nemmeno si pensava all’Unione, l’Assp ha sempre dato riscontri positivi. E se l’Unione dovesse sciogliersi quasi sicuramente questa Assp procederà nel suo lavoro.

Poi, in mezzo, tutti gli altri servizi centrati all’Unione, più o meno funzionanti, ma mai messi in discussione. Da qui a breve si saprà la fine di Terre e Fiumi anche se ufficialmente i sindaci diranno “l’Unione non di tocca”: separati in casa, va di moda.

(ci.ci.)

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