SERRAVALLE – SI E’ SVOLTO OGGI IL FUNERALE DI ROBERTO TARRONI – MOMENTI DI COMMOZIONE PER I RACCONTI DEI RICORDI DI CHI LO HA CONOSCIUTO

Serravalle – Si è svolto oggi, mercoledì 13 novembre il funerale di Roberto Tarroni, deceduto lunedì scorso all’età di 78 anni. Chiesa e sagrato pieni di gente per dare l’ultimo saluto a Roberto e un segno di vicinanza alla famiglia, alla moglie Mafalda, ai figli Roberta e Riccardo e ai nipoti.

Il feretro, proveniente dalla vicina casa di riposo Attilio Capatti, dove Roberto ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita, è stato accompagnato dai volontari di Berra Soccorso in divisa, una delle tante attività per la quale Tarroni si è speso. Al suo arrivo in chiesa è stato accolto, tra i mesti rintocchi delle campane, dai  parroci don Andrea di Serravalle, don Giorgio di Ferrara e don Leonardo di Coccanile.

Manca don Giovanni (deceduto 2 anni fa) – ha detto la figlia Roberta – e poi siamo al completo”. Questi sono alcuni dei parroci che hanno avuto a che fare con Roberto, i più assidui, perché era anche uomo di chiesa e volontario instancabile. Nell’omelia, affidata a don Giorgio, è stata ricordata la sua vita. Roberto era un pilastro del volontariato serravallese, un promotore inesauribile di attività, un organizzatore nato, un professionista dallo spirito sempre giovane e innovativo. Commerciante e “venditore” aveva iniziato il mestiere fin da bambino, aiutando lo zio nel negozio di frutta e verdura, e terminando l’attività lavorativa nel suo negozio di generi alimentari.

Attivo nel lavoro quanto nel volontariato locale: non c’era iniziativa che lo vedesse escluso. Dalle sagre paesane all’impegno nel costituire l’Ente Palio. E poi Presidente dell’AVIS Comunale, Presidente dell’ADO locale. “Dove c’era qualcosa da organizzare in paese e per il paese c’era Tarroni – ha detto don Giorgio – Amava organizzare viaggi, gite turistiche e pellegrinaggi, addirittura crociere. E’ riuscito a portare i compaesani in posti turistici che mai avrebbero pensato di andare. E forse fu proprio questa la sua più grande passione”.

Mitico il cartellino creato al proposito, nato da una battuta delle tante cui era solito fare, il cartellino della “Tairon Tour”.

“Di lui è stato detto tutto – ha detto don Giorgio – perché di tutto si poteva dire. E quando le cose si mettevano male, ecco Roberto, con la sua frase proverbiale “non vi preoccupate, ci penso io”, e così era”.

È poi è stato ricordato il “numero tondo”, che Roberto usava chiamare il 23, quando lo estraeva da quel sacchetto della tombola nelle mitiche fiere paesane.

“Per raccontare tutti gli aneddoti su Roberto – ha detto don Giorgio – servirebbero dei giorni, tanti erano”.

Al termine della messa la figlia Roberta ha voluto ricordare il papà “Scomparso prematuramente dopo 6 anni di malattia. Ha dato molto, dalla famiglia al lavoro per finire con il volontariato e il paese. Diceva sempre che era presto per andarsene e per questo è stato ascoltato. Ha fatto in tempo a ricevere quello che aveva donato”.

E poi i ringraziamenti a tutti per concludere con un “Grazie di cuore a tutti”. Prima di lasciare la chiesa don Andrea ha tirato fuori la “mitica” bandierina che Roberto usava per tener unito il gruppo nei suoi viaggi organizzati, che lo ha accompagnato fino al cimitero.

(l.c.)

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