giovedì, Luglio 18, 2024
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CASTELGUGLIELMO – AMAZON: GRANDI DISCUSSIONI SULLE DISPOSIZIONI DELL’AZIENDA CHE “INVITA” I DIPENDENTI A POSTEGGIARE L’AUTO IN RETROMARCIA

Castelguglielmo – Andando oltre la più rosea previsione lo stabilimento Amazon di Castelguglielmo è arrivato a 1.200 dipendenti, contro i preventivati 900. Ma quello che sta tenendo banco in questi giorni è il grande parcheggio dei dipendenti. Il parcheggio del centro logistico di Castelguglielmo si affaccia sulla Transpolesana, la Statale 433, che collega Rovigo a Verona. Chi è passato di lì in questi giorni avrà notato che le macchine sono tutte schierate, parcheggiate in retromarcia, pronte ad uscire in prima, veloci, senza manovre. Il flusso veicolare che ogni giorno passa davanti è notevole, il fabbricato si impone sulla destra, dà nell’occhio, attira l’attenzione ed è facile notare questa curiosità.

Nell’enorme spiazzo alla destra dell’ingresso del maxi stabilimento non se ne individua una fuori posto neanche prestando attenzione. Non una scelta, un obbligo; se i 1.200 dipendenti fossero liberi di parcheggiare come vogliono la probabilità che ogni giorno tutti decidessero di farlo in retromarcia, singolarmente, di propria iniziativa, sarebbe paragonabile a quella di un sei al Superenalotto.  Fuori dai supermercati non è così, nemmeno nei parcheggi dei centri commerciali. Anzi, sono molti di più i conducenti che si infilano dritti rimandando il momento fastidioso della retromarcia a quando sarà ora di riprendere l’auto, una volta terminai gli acquisti e le commissioni.

Anche perché c’è sempre chi è in ritardo, vale per la spesa come per il turno al lavoro. Eppure ad Amazon nemmeno chi ha i minuti contati si sogna di parcheggiare di fronte, quei dieci, quindici, trenta secondi (dipende dall’abilità del conducente) per fare manovra li perde in ogni caso. Infatti non è una scelta, è un obbligo.

“In Amazon – spiega una nota emanata dall’azienda – la salute e la sicurezza dei lavoratori sono la nostra priorità. L’introduzione della norma di sicurezza relativa alla modalità di parcheggio in retromarcia ci permette di prevenire eventuali incidenti dovuti alla visibilità di eventuali ostacoli o pedoni di passaggio. La nostra cultura della sicurezza permea tutto ciò che facciamo in tutta l’azienda”.

Ed è così da sempre, non soltanto in Polesine ma in tutti gli stabilimenti della multinazionale.   Per il colosso di Seattle è meglio se i suoi dipendenti fanno la manovra in retromarcia al loro arrivo, svegli e concentrati, piuttosto che al ritorno, terminato il turno, stanchi e affaticati. Appannati da ore ed ore di di pacchetti ed etichette. Fa un po’ impressione vedere tanta diligenza anche nel parcheggio ma di lamentele non ce ne sono state, o almeno non sono trapelate. Quindi si presume che la regola sia sempre stata digerita senza proteste.

(d.m.b.)

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