SERRAVALLE – LA CHIUSURA DELLA SP12 PER LA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DEL PONTE PIETROPOLI (SGNOR CHECO) STA CREANDO APPRENSIONE NELLA POPOLAZIONE – L’ASSESSORE MARCO POZZATI CI SPIEGA I PROBLEMI E LE SOLUZIONI POSSIBILI ATTE A NEUTRALIZZARE I “MAL DI PANCIA” CHE SI STANNO CONCRETIZZANDO

Serravalle – L’annunciata chiusura della sp12 per la demolizione e la successiva ricostruzione del ponte Pietropoli (ponte dal sgnor Checo) ha messo in subbuglio la piccola comunità di Serravalle. Di fatto questa chiusura verrebbe a dividere in due il paese, anche se a farne le spese sarebbe una piccola parte, quella che notoriamente abita “dall’altra parte del canale”.

Ma questo non è solamente l’unico problema perché di fatto si interrompe anche il percorso naturale per chi va verso Ariano Ferrarese e viceversa: da sottolineare che questo è anche il percorso per andare sul Veneto (Adria, che significa ospedale e centro commerciale), percorso molto frequentato da queste parti.

Ed allora ecco che a fronte di un lavoro importante e necessario qual è, quello della ricostruzione di un ponte, deve avvenire ma con i minori disagi possibili ed in sicurezza.

“La ricostruzione del ponte era prevista per l’autunno/inverno 2020 – spiega Marco Pozzati, assessore comunale ai lavori pubblici – poiché sarebbe diminuito il traffico pesante legato all’agricoltura ed anche il livello delle acque del canal Bianco, fermate le irrigazioni, sarebbe stato notevolmente più basso.

Consci del disagio che questa chiusura avrebbe provocato, non solo ai cittadini di Serravalle ma anche alle aziende del territorio, convocai già ad inizio estate, un tavolo tecnico con la presenza del Comandante dei Vigli Urbani (che ringrazio per la sempre cordiale e positiva disponibilità) per formulare una proposta alternativa che potesse dare la possibilità alla viabilità cosiddetta “leggera” (macchine, moto, biciclette, pedoni) di muoversi in sicurezza (ad esempio verso il cimitero) senza per forza percorrere via Pedagna (possibile via alternativa) che è stretta ed il lato che dà sul canal Bianco è sensibilmente soggetto ad episodi franosi, per i quali già poco tempo fa è stata fatta un importante opera manutentiva da parte del Consorzio di Bonifica Pianura”.

I tempi lunghi di intervento hanno modificato qualcosa ma il lavoro, se fosse iniziato, sarebbe già a buon punto.

“Considerato che i lavori si sarebbero dovuti protrarre per circa 4-5 mesi – prosegue Pozzati – con la conclusione prevista per la primavera 2021, considerato come il territorio si sviluppa rispetto alla SP 12 e considerato che l’ingombro del cantiere di lavoro sul ponte permetterà solo il passaggio dei residenti verso quel tratto di via canal Bianco che porta al “Fienilone”, arrivammo a chiedere la costruzione di un ponte provvisorio fruibile dal traffico leggero all’inizio di via Pedagna che andasse ad intersecare la SP12 all’altezza del borgo di case conosciuto come “Donnine”.

A questo punto l’ingresso e l’uscita dal paese, da e per Ariano Ferrarese, sarebbe stata a carico sostanzialmente di via Grandi; infatti sarebbe stato predisposto un senso unico in entrata al paese dalla SP 12 presso il ponte Crepalda, mentre l’uscita dal paese sarebbe avvenuta attraverso il ponte provvisorio in modo da agevolare il più possibile la viabilità.

A quel punto anche il percorso verso il cimitero locale sarebbe stato sicuramente più lungo ma tutto sommato in condizioni di maggiore sicurezza anche per le biciclette dal momento che quel tratto di SP 12 si sarebbe svuotato praticamente di tutto il traffico (sicuramente di quello pesante)”.

La proposta partí ed arrivò sul tavolo regionale – spiega ancora l’assessore – con il coinvolgimento della protezione civile alla quale la regione stessa aveva chiesto di occuparsi dell’opera ma considerato gli importi, si erano stimati almeno 300.000 euro, ed il fatto che esistendo una viabilità alternativa non ci consideravano come una comunità isolata e quindi non fu accettata”.

A questo punto si decise un cambio di programma. “A settembre contattai l’Ing. Farina dirigente ai LL.PP. della Provincia di Ferrara per un ulteriore incontro e mi disse che il tutto avrebbe subito ritardi per alcuni problemi sopraggiunti sugli adeguamenti dell’antisismica quindi per il 2020 i lavori non sarebbero iniziati – dice Pozzati, per poi arrivare ai giorni attuali – Arriviamo quindi a questi ultimi giorni dove in occasione della presentazione del piano di viabilità provinciale 2021 ho chiesto che in funzione dell’intervento sul ponte, si consideri la messa in sicurezza di quelle strade, come la SP 17bis, che il piano provinciale originario considera come tratto di viabilità alternativa.

Al momento non c’è una data certa di inizio lavori; di sicuro non sarà lasciato nulla di intentato per quanto riguarda il possibile miglioramento delle condizioni di viabilità durante i lavori sul ponte. Ne va da sé che la parola d’ordine dalla quale tutti, dai tecnici alla politica, non possiamo esimerci è: Sicurezza.

Per chiarezza e completezza di informazioni – conclude Pozzati – mi preme sottolineare che il tavolo di confronto con la provincia andrà avanti e continuerò ad occuparmene in prima persona, si parlerà di tutte le possibili soluzioni consapevoli che le condizioni di sicurezza saranno imprescindibili e sicuramente vincolanti rispetto alle scelte tecniche”.

(d.m.b.)

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