SERRAVALLE – LA FERTILITA’ DELLE NUTRIE E’ UN GROSSO PROBLEMA PER I DANNI CHE QUESTI ANIMALI CREANO AI CAMPI – L’AZIENDA AGRICOLA “FONDO FIENILONE” E’ STATA SCELTA PER ACCOGLIERE LE TRAPPOLE DI CATTURA DELLE NUTRIE

GIAMPAOLO CENACCHI

Serravalle – Sarà l’azienda agricola “Fondo Fienilone” di Serravalle ad accogliere le trappole per la cattura delle nutrie ma anche e soprattutto per verificare non solo il numero delle nutrie intrappolate, che si immagina saranno decine, ma i movimenti degli animali nel periodo successivo. In pratica, verificare se è possibile creare una superficie molto ampia di terreno, grazie alla massiva soppressione, nella quale non ci siano nutrie e neppure vi potranno entrare.

Un esperimento che avviene in collaborazione con la Polizia Provinciale di Ferrara,  per eradicare la nutria in un’area di circa 40 ettari nel Basso Ferrarese.

“In base ad un progetto ancora in corso – afferma il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoliabbiamo rilevato la grande efficacia delle trappole per la cattura e la conseguente soppressione degli animali, con risultati davvero lusinghieri che hanno indotto molti agricoltori a farsi assegnare dalla Provincia questi strumenti da collocare sui loro terreni, per poi sopprimere o far sopprimere dai coadiutori gli animali che vi si introducono”.

Da anni attivi alla lotta contro le nutrie, Giampaolo Cenacchi, Presidente della Sezione Riso di Confagricoltura Ferrara e di Confagricoltura Emilia Romagna, assiene al fratello Riccardo guidano e lavorano nell’azienda di Fondo Fienilone, hanno accolto favorevolmente questa proposta di collaborazione con la Polizia Provinciale.

“Le nutrie non sono più un problema ma un flagello, una calamità – spiega Giampaolo Canacchi – abbiamo dei danni che superano il 50% del raccolto all’interno delle nostre risaie, danni strutturali agli argini delle risaie; ogni volta che passiamo con i mezzi agricoli dobbiamo fare attenzione a non sprofondare.

Ma il problema non finisce qui – incalza Cenacchi – in questi ultimi tempi anche gli animalisti ci hanno creato non pochi problemi. Entrano nelle proprietà di notte e distruggono le trappole, buttando le carcasse di metallo in mezzo ai raccolti. Ne consegue che, oltre al danno della gabbia, quando entriamo nei campi di raccolta con le macchine operatrici rischiamo di rompere le barre di raccolta”.

“L’auspicio – ha aggiunto Castagnoli – sarebbe di aver liberato la zona da questi animali e per un tempo il più possibile prolungato”.

Le valutazioni finali verranno messe a disposizione anche dello staff del prof. Delogu del servizio di Fauna selvatica ed esotica del Dipartimento Scienze Mediche Veterinarie dell’Università degli studi di Bologna, che da tempo segue con interesse la raccolta dei dati e le mappature eseguite dalla Polizia Provinciale, con il quale ha in corso un rapporto di collaborazione.

Staff scientifico che è, a sua volta, destinatario di un finanziamento europeo finalizzato alla ricerca di un vaccino che sterilizzi le nutrie, con la conseguente speranza di liberare il territorio provinciale da un gravoso problema che crea danni alle imprese agricole, alle persone e mette a rischio la sicurezza idraulica del territorio Estense.

“Proviamo a creare una zona dove non ci siano nutrie – conclude Castagnoli – ben sapendo che non è la soluzione di tutti i mali, ma pur sempre un primo esperimento che vedremo se poter estendere anche in altre zone”.

(m.b.)

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