RO – ERBA ALTA E DEGRADO AMBIENTALE ACCOLGONO IL MALCAPITATO VISITATORE NEL NOSTRO TERRITORIO – INTANTO IL COMUNE CONTROFIRMA UNA CONVENZIONE DELLA QUALE, SECONDO DANIELA SIMONI, NON SI CAPISCE NULLA MA SI SPENDONO RISORSE PUBBLICHE

Ro – Ancora erba alta e degrado ambientale ed un progetto che non ha né testa, né coda e tanto meno le gambe per camminare, quello della convenzione che regola i rapporti tra la Regione (Autorità di Gestione del POR FESR)  e i Comuni di Codigoro (Capofila), Copparo, Fiscaglia, Riva del Po e Tresignana.

Sono questi i punti nel mirino della consigliera di minoranza Daniela Simoni di Gente di Riva del Po. Una convenzione approvata a maggioranza nell’ultima assise comunale di Riva del Po e che, secondo Simoni, rappresenta un salto nel vuoto, una spesa da sempre ritenuta inutile dalla consigliera e che cadrà sulle casse del comune.

Il progetto che coinvolge i 5 comuni costerà complessivamente 1.999.925 euro, di cui 237.125 euro  relativi all’intervento del Comune di Riva del Po: 189.700 euro finanziati con contributo regionale e 47.425 euro finanziati con fondi propri del comune. Ed è proprio da quest’ultima cifra che parte la critica.

“Il tutto – spiega Simoni – si concretizza nell’aumento dell’alaggio golenale di Ro, area ora completamente abbandonata ed in disuso, nel riforzo di alcune sponde arginali, nell’installazione di una paratia acquatica per proteggere il Mulino, da ristrutturare ed ancora una volta per mancanza di manutenzione ordinaria, dai rami portati dal fiume. Un progetto che nemmeno il primo cittadino conosce”.

Un progetto che i beneficiari del finanziamento si avvalgono sull’azione 6.6.1 dell’asse 5 “Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo” per la realizzazione del progetto integrato rientrante nella Strategia Nazionale Aree Interne della Regione Emilia-Romagna, denominato “Metropoli di Paesaggio: le prime fermate”.

“Il visitatore, l’escursionista, l’appassionato – riprende la consigliera – devono avere la possibilità di vivere questo territorio come unicum, ritrovando in ogni capoluogo elementi riconoscibili e utili ad una adeguata fruizione. Ed invece ci scontriamo con una realtà diversa, dove questa rampa di accesso al grande fiume (Via Borgo Mola Via Cà Pompa) esemplifica a pieno titolo tale fruibilità: estremamente pericolosa per assenza assoluta di visibilità. Quando le istituzioni non si coordinano – conclude Simoni – i progetti rimangono come sempre sulla carta e le economie si sprecano inutilmente”.

(l.c.)

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