BERRA – LA RIAPERTURA DEL MUSEO “LA TRATTA” DI COPPARO A CURA DI “A.D.A.” AMBROGIO HA RIPORTATO ALLA LUCE ANCHE IL QUASI DIMENTICATO “MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA” DI SEVERINO PERON – MOLTI REPERTI STORICI PER CAPIRE COME VIVEVANO I NOSTRI NONNI

Berra – Con l’inaugurazione del Museo “La Tratta” a Copparo, avvenuta il 2 giugno scorso, ritornano alla luce i reperti storici della “Civiltà Contadina: il Bracciante Agricolo”, una raccolta formata dal berrese Severino Peron, scomparso nel 2001 all’età di 75 anni.

La passione sfrenata nei confronti di questi materiali (ma non era la sua unica passione) lo aveva portato a creare un vero e proprio Museo che tratteneva tra le mura domestiche ma per questo non visitabile. Il cospicuo nucleo di materiali comprendeva utensili, macchine o strumentari di intere botteghe, spesso appartenuti ad artigiani rinomati in ambito locale.

Sono rappresentate la falegnameria, la Mascalucia (l’arte della ferratura degli zoccoli di equini e bovini; anche, la bottega del maniscalco), la liuteria e la carpenteria che viene documentata da attrezzi per la costruzione di barche per la navigazione del Po.

Figurano poi attrezzi da botteghe di meccanico, di battirame, per la lavorazione della canapa, per la vinificazione e per la stalla. Sono presenti nella raccolta anche utensili domestici, tra i quali un torchio da pasta, una macchina da cucire, un mulino manuale per cereali poveri e i primi elettrodomestici documentano la vita rurale in ambito locale tra gli anni Trenta e Cinquanta.

Suggestiva la ricostruzione in sito di un’aula scolastica. Particolarmente interessante è la collezione di biciclette: di fabbricazione in prevalenza ferrarese, sono adeguate alle attività dei diversi proprietari come il fattore, il prete, il carabiniere, il postino e, ancora, il pescivendolo, il fruttivendolo, il venditore di brustolini, l’arrotino.

Un proiettore “Path”‚ del 1895, e una collezione di pellicole d’epoca testimoniano dell’interesse del collezionista per la storia del cinema. Sono presenti, inoltre, alcuni trattori e un camioncino “Fiat Balilla 514”. Dopo vari tentativi di collocazione nel 1987 Peron riuscì a vendere i suoi cimeli al comune di Copparo.

Sballottati un po’ qua e poi là, alla fine trovarono pace al Museo La Tratta ma ben presto furono chiusi al pubblico. Alcuni di questi cimeli sono stati “persi” per strada, alcuni ammalorati, ma ora, dopo anni di chiusura e grazie all’associazione Archeologi dell’Aria di Ambrogio, la raccolta di Severino Peron rivede la luce.

(l.c.)

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