RIVA DEL PO – PRESENTATA UN’INTERPELLANZA DA DANIELA SIMONI E MARIANNA LUCCHIN CHE CHIEDONO LE INTENZIONI DELLA GIUNTA RELATIVE ALLA PROSSIMA APERTURA DELLE SCUOLE – CHIESTO L’UTILIZZO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI DISMESSI RECENTEMENTE

LE SCUOLE DI SERRAVALLE – DISMESSE

Riva del Po – Pare ormai certa la riapertura delle scuole per il prossimo settembre, anche se il condizionale è d’obbligo.

Ed allora ci si deve organizzare, in funzione di quanto sta succedendo ma anche e soprattutto in funzione di quello che potrebbe succedere: come si diceva spesso, mettiamo le mani avanti.

Ed allora ecco che la minoranza politica, non tutta, del comune di Riva del Po vuole saperne di più, di come si sta muovendo o si muoverà questa Amministrazione. E per saperlo presenta una “interpellanza consiliare relativa all’apertura delle scuole per l’anno 2020/2021”.

A farlo sono Daniela Simoni, consigliere comunale lista civica “Gente di Riva del Po”, e Marianna Lucchin, consigliere comunale lista “Centrodestra Unito per Riva del Po”.

“Preso atto che per le scuole pubbliche e paritarie la riorganizzazione finalizzata alla riapertura è urgente e che il quadro è complesso, non si può negare, ma alunni e famiglie meritano una risposta efficiente e celere sia per l’aspetto didattico, sia educativo che sociale – cita l’interpellanza – preso atto del totale degli alunni scuole di ogni ordine e grado del Comune di Riva del Po a.s. 2019/2020, così come segue:


n. 445 di cui Alunni ex Ro: tot. 185Materna: 40Primaria: 98 Secondaria di 1° grado: 47
e Alunni ex Berra: tot. 260 Nido: n. 18 (0-3 anni) – Materna: 50 (23 Cologna, 27 Serravalle) – Primaria: 129Secondaria di 1° grado: 63 e Alunni con disabilità: n. 15 compresi nel totale;

visto che l’esperienza della didattica a distanza ha sopperito alla necessità di continuità della formazione scolastica, nei mesi dell’emergenza sanitaria covid-19, ma che i nostri ragazzi, bambini e adolescenti, hanno bisogno di ben altro, non possiamo pertanto trascurare a lungo i bisogni della loro crescita, dell’incontro con l’altro, del costruire la propria identità, del riconoscersi nel gruppo dei pari, del coltivare pensieri, ansie e fantasie.

Di vivere le occasioni per superare le proprie paure, le proprie frustrazioni e insicurezze, il proprio senso di inferiorità, di conquistare la propria autonomia.

Le soluzioni non sono nelle parole dell’adulto, come non sono nello schermo di un pc, ognuno se le costruisce, ciascuno se le conquista a modo suo se intorno c’è una vita che si agita, capace di proporre esperienze e incontri, relazioni, scambi, conflitti e mediazioni; considerato che l’apertura delle scuole si avvicina a grandi passi e siamo ancora in attesa di ulteriori e precise indicazioni dal livello governativo sull’applicazione delle misure di contenimento; tenuto conto che le minoranze hanno proposto di utilizzare immobili che già si trovano nella disponibilità dell’ente comune, per esemplificare le scuole di Serravalle, il centro civico di Berra e di Cologna, al fine di comporre classi numericamente meno affollate e per poter garantire la didattica in presenza; considerato che nella scelta contano, da un lato le spese di manutenzione per rendere agibili gli edifici e le spese di gestione, ma in tal senso la disponibilità economica del Comune lascia ben sperare (se pensiamo ad un rendiconto 2019 pari ad oltre 1 milione e 600mila euro), dall’altro minori spostamenti (costi e inquinamento derivanti dal servizio trasporto), il necessario distanziamento sociale ed infine la possibilità di rivitalizzare le frazioni; tenuto conto che in questo momento lo sforzo deve essere diretto non al ritorno nuovamente a casa, ma all’uscire fuori, sostituendo alle mura domestiche il territorio con una alleanza tra famiglie, amministrazione scolastica e amministrazione comunale per utilizzare tutte le risorse di spazi e di persone che si possono reperire e attivare; interpellato per conoscere: se è stato preso in considerazione il riutilizzo di alcuni edifici comunali presenti nei centri periferici; se il sindaco intende convocare un tavolo tra amministrazione comunale, dirigenti scolastici e presidenti dei Consigli di Istituto, in grado di dar vita a un gruppo di lavoro per utilizzare oltre agli edifici scolastici tutto ciò che è sfruttabile del territorio: spazi, risorse, associazionismo, volontariato, adulti disponibili al fine di progettare un anno scolastico diverso non solo per l’emergenza ma anche per il futuro; quale altra progettualità intendono proporre alla comunità in merito al nuovo anno scolastico 2020/2021 al fine di rispondere alle esigenze dei portatori di interesse (alunni e genitori)”.

(l.c.)

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