BERRA – LUCIANO GAROFANO E MARIA GAIA PENSIERI HANNO PRESENTATO IL LORO LIBRO "LA FALSA GIUSTIZIA. LA GENESI DEGLI ERRORI GIUDIZIARI E COME PREVENIRLI" – SABATO 18 GENNAIO PRESSO IL CENTRO CIVICO

Berra – Sabato 18 gennaio alle ore 16,30 sala delle conferenze di via Piave a Berra gremita per ascoltare la presentazione del libro “La falsa giustizia. La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli”.

Alberto Astolfi ha incontrato gli autori​ Luciano Garofano e Maria Gaia Pensieri. In apertura il sindaco di Riva del Po Andrea Zamboni ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale ed ha fatto un excursus sulla formazione e attività del generale Garofano.

Alla presenza di personalità militari (il maggiore Feola e il maresciallo Rauli) e istituzionali (Raffaella Nalli, Anna Cinzia Trapella, Gian Paolo Barigozzi, Silvia Brandalesi, Paolo Manzoli) Alberto Astolfi ha fatto una breve introduzione e poi ha lasciato la parola al Generale.

L’autore ha esternato la voglia di scrivere un libro “non tanto sugli errori giudiziari specifici, quanto sull’errore giudiziario come evento”.

E voleva scriverlo non per criticare, ma per fare il punto della situazione, per cercare gli aspetti che possono essere migliorati. “Progressi ne sono stati fatti tanti, il futuro deve essere, certo, ottimista, ma allo stesso tempo critico e attento” ha detto Luciano Garofano.

E poi alcuni dati: dal 1992 ad oggi ci sono state 26412 persone ingiustamente detenute. Oltre al danno che ciò comporta per chi è vittima di errore, ciò comporta spese per lo Stato di svariati milioni, milioni che potrebbero essere spesi meglio.

“Da cosa derivano gli errori: L’intervento sulla scena del crimine è ancora disorganizzato e superficiale. Può accadere che gli operatori del 118 arrivino per primi sulla scena di un crimine, ma non avendo formazione su come comportarsi su tali scene, compromettano delle prove. Le compromettono perché non sanno come muoversi e non sanno come documentare. Hanno le competenze per la loro funzione di soccorritori ma non per il resto.

Spesso la vittima portata all’ospedale non è osservata attentamente per quanto riguarda le tracce che può portare sul corpo. Altro grande problema è quello che riguarda le testimonianze: spesso i verbali sono riassuntivi o sono l’interpretazione sintetizzata da parte dell’ufficiale giudiziario che non ha il tempo di riportare le parole esatte.

Spesso compare la sigla ADR (a domanda risponde), ma spesso sarebbe utile sapere quale è la domanda esatta, perché una domanda posta in un certo modo ha una risposta diversa dalla stessa domanda posta in un modo altro”.

Ma ci sono anche delle carenze. “Noi Italiani non siamo abituati a riportare sui verbali il linguaggio NON verbale: sudorazione, rossore, salivazione, balbettamenti; questi aspetti forniscono, se attentamente valutati, importanti notizie. Per una migliore interpretazione e valutazione servirebbe video fonoregistrazioni delle testimonianze.

Tutto ciò lo otterremo se investiremo in grande nella formazione, se produrremo personale competente e preparato”.

Il generale ha poi citato, per la platea, casi famosi in cui ha collaborato: Sollecito, Amanda Knox. Ha poi parlato dei grandi progressi che l’analisi del DNA ha permesso di fare.
Domande e curiosità dal pubblico hanno anticipato il buffet finale.

(cri.se & l.c.)

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