RO – SCONCERTO E DELUSIONE I SENTIMENTI PREVALENTI NEI CITTADINI PER LA PERDITA DELLA 1° CLASSE ELEMENTARE (E DELLE 4 SUCCESSIVE) – DANIELA SIMONI, SERENA OCCHI E MARIANNA LUCCHIN: UN VUOTO CULTURALE E GENERAZIONALE CHE PESA COME UN MACIGNO…

Ro “È una situazione imbarazzante, siamo a dir poco allibiti, sconcertati. Eppure avevano promesso tutt’altro”.

A Ro è palpabile la situazione di dispiacere e disappunto per la perdita della classe prima delle elementari. Sabato pomeriggio, dopo che la riunione di Copparo ha sancito la notizia ufficiale della perdita della classe prima, non si parlava d’altro. Davanti alla chiesa un drappello di genitori che chiedevano conferme di quanto sta succedendo.

“Una comunità che perde la scuola perde gran parte della sua identità”.

Che dire, se non quello che il calo demografico, associato  a quello delle nascite, comporta questi inconvenienti. Ma la colpa, se di colpa si tratta, è quella di non averci messo il giusto impegno, la giusta motivazione e determinazione per poterci provare a scongiurare questa perdita. Dura la critica di Daniela Simoni (Gente di Riva del Po).

“Questo plesso scolastico perde 1 anno ed i successivi 4, ovvero dalla prima alla quinta classe elementare – commenta Simoni Un vuoto culturale e generazionale che pesa come un macigno sulla nostra comunità, già tanto provata dal commissario e dalla pandemia (per riportare le tritate scuse dei governatori attuali).

Unica soluzione percorribile è quella di una sola prima a Berra e di una succursale per alleggerire numericamente la medesima. Ma in questo passaggio bisogna essere molto chiari: anche la succursale potrebbe essere a Berra e non a Ro. E qui si perdono nuovamente le certezze e si chiede un vero e proprio atto di coraggio ai genitori coinvolti ed ai nostri bambini, vittime incolpevoli dell’immobilismo e dell’assoluta assenza di progettualità degli amministratori pubblici.

Mi sono chiesta molte volte se i nostri bambini hanno percepito il malessere che gli ruota attorno, proprio perché il percorso educativo è una delle scelte più importanti per il loro benessere cognitivo e formativo. E i genitori accorti e sensibili, che devono tutto il giorno far quadrare i conti di una esistenza familiare e lavorativa sempre più complessa articolata e sprovvista di servizi, ben sanno quanto possa pesare la scelta che sono chiamati a fare (o a subire).

Ma ancora una volta sono pronti a fare la loro parte, nell’attesa delle decisioni altrui e nell’assunzione della responsabilità del rischio. Le minoranze unite, da parte loro, presenteranno nell’imminente una interpellanza/interrogazione (visto che il luogo a loro destinato pare essere ad oggi solo la sala del consiglio comunale) per capire in maniera più compiuta i contorni di questa ennesima faticosa e surreale situazione.

E gli amministratori al governo? Hanno finalmente ben chiare le azioni che devono sviluppare per gli anni scolastici che verranno? Hanno capito che è basilare lavorare fin da subito sull’offerta e sui servizi da proporre, affinché la nostra scuola divenga appetibile e numericamente sostenibile? In fondo non dovrebbero far altro che recuperare il loro programma elettorale, nel quale era già tutto scritto e finora tutto rimasto lettera morta, e passare dalle mere promesse ai fatti concreti.

Solo così, come giustamente sostengono a gran voce i genitori coinvolti, il loro sacrificio non sarà vano. Le minoranze vigileranno e, statene certi, non solo in consiglio comunale”.

(d.m.b.)

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