COVID – PER UNO 0,05 DI PERCENTUALE L’EMILIA ROMAGNA SARA’ IN ZONA ARANCIONE – QUESTE LE REGOLE DEL GOVERNO E LA CERTIFICAZIONE DELLA NOSTRA MANCATA LIBERTA’

Quel 0,05 che ti frega, che ti porta in Zona Arancione. Questo è il rischio che aspetta, quasi sicuramente, all’Emilia Romagna, di ritrovarsi in zona Arancione, anziché Gialla, per una manciata di centesimi, perché i parametri definiti per la classificazione del colore, che si basa su Rt (rapporto tra guariti e contagiati), vuole che fino ad 1 la zona sia Gialla, fino a 1,25 Arancione, 1,26 e oltre zona Rossa. Il dato emiliano-romagnolo, riferito dall’assessore Donini, è di 1,05: il destino dell’Emilia-Romagna sembra ormai segnato.

Nell’ultimo decreto governativo, che ha stabilito per ieri e oggi, 8 gennaio, una zona gialla rafforzata in tutta Italia, oltre alla zona arancione, sempre uniforme in tutto il paese, nel prossimo weekend, si spiega che da lunedì 11 si tornerà alla divisione delle regioni in colori. E’ quindi quasi certo che, appena verrà comunicata la divisione, l’Emilia-Romagna tornerà ad essere Zona Arancione, come già era successo a cavallo tra novembre e dicembre.

Quel 0,05 fa arrabbiare, ma se questi sono i limiti. È come un giovane che non può recarsi alle urne perché compie 18 anni il giorno dopo le votazioni, oppure uno che prende la multa perché nel limite di velocità di 50 km/h fa i 51: i limiti sono fatti così. E visto che nel prossimo fine settimana siamo tutti Zona Arancione, se così fosse (Emilia Romagna Zona Arancione) proseguiremo con queste regole (vedi tabella).

LE PRINCIPALI LIMITAZIONI
Oltre alle misure già valide per la Zona Gialla, con la chiusura di teatri musei e palestre, e il coprifuoco attivo dalle 22 alle 5, rimane il divieto di spostamento in entrata e in uscita dalla nostra regione a un’altra e da un Comune a un altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, necessità e salute. È fortemente raccomandato evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata anche all’interno del proprio Comune.
Chiusi bar e ristoranti 7 giorni su 7: l’asporto è consentito fino alle 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

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