RIVA DEL PO – CORONA VIRUS – FASE 2 – SI RIPARTE(?) – POCHE IDEE MA CONFUSE – CI SI CONTAGIA A MESSA MA NON IN LIBRERIA? – CIMITERI CHIUSI PER EVITARE “ASSEMBRAMENTI”, MA DI CHI?

Nel caos nazionale organizzativo, creato dal Governo
SINDACO E GIUNTA SAPPIATE RICAVARVI I VOSTRI SPAZI E ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILTA’
di Leonardo Peverati

Quello cui abbiamo assistito fino ad ora con questa emergenza sanitaria, impauriti e inermi difronte al “virus sconosciuto”, è la più grande confusione organizzativa mai messa in campo da un Governo della Repubblica. La mancanza di direttive chiare e precise ha creato, fin da subito, caos nei comportamenti di chi si rendeva conto che qualcosa di straordinario stava succedendo. Ricondiamo tutti la “fuga da Milano verso il sud” all’inaudito messaggio di Conte in TV, che anticipava la chiusura dell’Italia e le prime restrizioni.

A mano a mano poi che i giorni passavano, abbiamo dovuto accettare supinamente tutto quello che un Presidente del Consiglio “ORDINAVA” attraverso i famosi DPCM. Ordini che una sola persona ha emanato senza che quasi mai avessero l’assenso del Parlamento.
Restrizioni alla nostra “libertà personale”, accettate in nome del bene più grande: la salute!
Lo abbiamo fatto anche quando non capivamo bene il senso di quello che ci veniva “imposto”, anche quando trovavamo contraddittorio quello malamente ci veniva comunicato. Con una pazienza assoluta ci si è detti: “Non è il momento della polemica, stiamo uniti”!

Oggi tuttavia, di fronte a un governo e più propriamente al suo Presidente, parolaio e inconcludente che, con l’arte oratoria da gran professore, promette e non mantiene, … dice e disdice, lasciando ad altri le responsabilità di mettere in moto un’Italia allo stremo, ebbene credo che oggi non far polemica sia impossibile.
Con il mese di maggio, stiamo per affrontare il terzo mese di pandemia e con il suo ennesimo provvedimento, il signor Conte, ha toccato il fondo.
Ci ha detto che “LA NORMALITA’ E’ LONTANA”…. Che aquila!
Sappiamo tutti che è così e che il nostro modo di vivere ritornerà come prima solo quando il virus sarà definitivamente sconfitto. Ma ancora una volta lui e il suo governo non sono riusciti a dare una prospettiva, nessuna indicazione precisa di come affrontare da lunedì prossimo la famosa Fase2, anzi!! Con uno sproloquio interminabile ha indicato alcune soluzioni e precisato alcune restrizioni al limite del ridicolo.

Ed è così che in questo sfortunato 2020 i Governatori regionali oggi fanno la differenza, indipendentemente dal colore politico. Finalmente anche i più “obbedienti” stanno alzando la voce: BISOGNA RIPARTIRE, con tutte le cautele del caso, ma bisogna farlo!
Lo stanno chiedendo e non capiscono perché, a fronte di attività che hanno già predisposto le normative di sicurezza, a una parte di queste sia negata ancora la possibilità di riaprire.
Lo stanno chiedendo, coscienti che siamo difronte a un’economia agonizzante e che se si continuerà a negare di riaprire, specie agli imprenditori più piccoli, una massa enorme di loro chiuderà per sempre.

Così come, per le “LIBERTA’ INDIVIDUALI”, ognuno di noi non capisce il perché fino al 4 maggio prossimo, gli sia stata negata una camminata solitaria, magari sull’argine del Po.
Qualcuno ha capito chi sono i congiunti che dal fatidico 4 maggio potremo incontrare?
C’è chi ha capito il perché andare in libreria sia meno pericoloso che andare a una funzione religiosa, dove la distanza che si può tenere è di gran lunga superiore al metro!
Qualcuno ci spiega perché se un marito e una moglie devono recarsi a un pronto soccorso, uno dei due deve sedersi nel sedile posteriore dell’auto, pena magari una multa?
Sappiamo il motivo per cui i matrimoni religiosi non si possono fare, mentre i funerali sì.
E per quale recondito motivo ancora, ai funerali stessi, possono partecipare solo quindici persone? Non sarebbe logico pensare invece che il numero debba dipendere dalla capienza della chiesa? Per rimanere nel nostro comune, non sarà diverso celebrare una funzione nella chiesetta della Madonna della Galvana che non in quella di Cologna?

La verità è che c’è la mancanza di volontà di contestualizzare le situazioni per capire dove e come intervenire. Certo questo è un lavoro che non può fare il Governo. Perfino l’onnipotente prof. Conte è riuscito a dire che i “SINDACI” sono chiamati a decidere sul proprio territorio, valutando i casi specifici.
Un esempio per tutti, “LA CHIUSURA DEI CIMITERI”: qualcuno può dire che i nostri di Riva del Po sono luoghi di pericolosi assembramenti? E’ assurdo pensarlo se si conosce la realtà locale.


Chiamo direttamente in causa Sindaco e Giunta: APRITE I CIMITERI, trovando eventualmente il modo di controllare nei primi giorni gli afflussi per regolamentarli se ve ne fosse la necessità!
Fate leva sul Presidente Bonaccini perorando la causa delle nostre attività pronte a ripartire con le necessarie precauzioni: penso in particolare ai BAR e ai negozi al dettaglio e di ACCONCIATURA.
Assumetevi la responsabilità di annullare tutta la burocrazia
, almeno quella che fa capo al vostro Ente Locale e all’Unione Terre e Fiumi. Ragionate sulle tariffe e sull’imposizione fiscale che vi compete, sulle agevolazioni di qualsiasi natura sulle quali potete agire.

Il Governo non lo fa, fatelo voi e battete un colpo se ci siete.
Altri vostri colleghi, senza distinzione di colore politico, lo fanno da qualche tempo nell’interesse dei loro cittadini.

Serravalle, 29 aprile 2020

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