RIVA DEL PO – UN COMUNICATO DEL COMUNE CHE CHIARISCE LA SITUAZIONE DEI RUOLI E DELLE COMPETENZE E SPIEGA LE DECISIONI PRESE FINORA

A CHI CONVIENE?

E’ in corso una emergenza sanitaria senza precedenti, a cui si aggiungerà un emergenza economica e sociale che avrà risvolti pesanti sulle abitudini e sui comportamenti di tutti nel vivere quotidiano. Per affrontare questa situazione che limita di fatto, anche se temporaneamente, la libertà personale di ogni cittadino occorre naturalmente il concorso di tutta la comunità nel rispetto delle regole emanate dalle autorità competenti e delle norme che vi sono introdotte…: solo con uno sforzo comune esse potranno essere superate e consentire il ritorno alla normalità.

Nell’ottica di questo sforzo è naturale che le forze politiche che rappresentano la comunità anche di Riva del Po debbano cessare ogni polemica e mettersi al servizio della collettività, cercando di collaborare per ottenere una giusta e corretta informazione.

Come Gruppo di maggioranza “Insieme per riva del Po” che amministra il comune siamo ben consapevoli dei disagi e delle privazioni che per diversi motivi strutturali e logistici mettono in difficoltà i nostri concittadini.

Per questo, fin dall’inizio, abbiamo cercato le giuste convergenze con le autorità competenti: Prefettura (l’ente di governo sul territorio), Ausl, Ufficio d’Igiene, Forze dell’Ordine, Protezione civile e volontariato correlato, Unione “terre e fiumi” Provincia e Regione per affrontare questa emergenza cercando di dare risposte e soluzioni alle problematiche che si sono fin qui manifestate.

Fin da subito si è cercato di intervenire nei confronti dei casi problematici che vedevano persone anziane e non solo, spesso sole ed in difficoltà, con l’istituzione di un numero unico per le emergenze e, grazie al contributo della protezione civile, si è potuta effettuare la consegna di spese, farmaci e ricette mediche a domicilio.

Diversi sono stati gli interventi per alleviare le difficoltà dei cittadini, come nel caso dell’accesso agli uffici postali temporaneamente chiusi, sul quale si è intervenuto a livello regionale presso la direzione delle poste per consentire la riapertura almeno in parte degli uffici presenti sul nostro territorio.

Siamo intervenuti presso le direzioni dei negozi di alimentari più strutturati nelle due realtà di Berra e Ro perché fossero adeguatamente riforniti trovando attentissima collaborazione… mentre qualcuno si affrettava a mandare in giro foto dei bancali vuoti per creare ulteriore allarmismo, quando le stesse foto erano riferite ai primi giorni dell’ordinanza governativa dei primi di marzo.

Di fronte all’iniziale difficoltà di reperimento di mascherine protettive da parte di negozi e farmacie, dovute all’intasamento della domanda da parte della popolazione, tuttavia le comunità di Serravalle, Cologna e Guarda hanno risposto con la fabbricazione volontaria di mascherine protettive realizzate da attività sartoriale volontaria che non smetteremo mai di ringraziare per impegno e sensibilità.

Il sito del Comune ha riportato fin dall’inizio puntualmente tutte le notizie ufficiali che riguardavano l’evoluzione dell’epidemia e le situazioni correlate al nostro territorio. Ci rendiamo perfettamente conto che l’utilizzo dei social come Facebook rappresenta sicuramente un veicolo eccellente di informazione che raggiunge buona parte dei cittadini, ma se usato correttamente. In questo senso alcuni nostri amministratori e consiglieri di maggioranza e opposizione hanno usato le proprie pagine dei profili personali per riportare notizie e dati ufficiali.

In questo contesto è ovvio che parte del malcontento di questa situazione generata dall’emergenza che stiamo vivendo si riversa naturalmente sulle pagine dei social con toni più o meno accesi e pure polemici, in alcuni casi al limite di ogni ragionevole comprensione e di natura anche personale al limite della buona educazione per non dire altro.

Al di là dello sfogo più o meno comprensibile in momenti come questi, tuttavia non ci sfugge il costante intento polemico di alimentare una campagna di avversione verso l’Amministrazione comunale ricorrendo a notizie spesso infondate se non create ad arte che non sono solo sintomo di disinformazione, ma tese a creare confusione ed astio da parte di chi frequenta quelle pagine sulla rete internet.

Come gruppo consiliare riteniamo che tali polemiche siano state e dovrebbero essere superflue visto il momento che stiamo attraversando, ma tale situazione rispetto a quanto viene affermato ancora in questi giorni ed in queste ore non può essere sottaciuta, soprattutto quando le verità e le corrette informazioni vengono manipolate a proprio uso e consumo. Va specificato, prima di procedere per sommi capi, che di fatto allo stato attuale nel Comune di Riva del Po non esiste nessuna figura di portavoce del Sindaco o dell’Amministrazione comunale, come del resto in molti altri comuni della provincia di Ferrara se non per quelli di grandi dimensioni come appunto il capoluogo.

Se mai la comunicazione è affidata all’Ufficio Segreteria dell’Amministrazione, ovvero l’aggiornamento del sito del Comune prima citato.

Avrete sicuramente notato che dopo una prima fase d’interventi video sui social di vari sindaci nei primi giorni dell’emergenza essi si sono drasticamente ridotti e non per dire azzerati in queste settimane, spesso sostituiti da comunicati ufficiali in quanto così espressamente richiesto dal Comitato Provinciale per l’emergenza.

La Segreteria del Comune invia puntualmente ai Capigruppo l’aggiornamento dell’Azienda Sanitaria locale di Ferrara in merito all’evoluzione dei contagi, dei ricoveri, dei decessi, delle guarigioni, dei tamponi effettuati e degli stati di quarantena nelle varie forme. Sono dati particolarmente sensibili, ma poiché riportati anche dalla stampa locale possono essere diffusi a discrezione dei Consiglieri.

Questo è quanto ci risulta per quel che riguarda la comunicazione alla cittadinanza. Non è stato mai fatto un comunicato congiunto da altri Gruppi Consiliari né mai ci è stato chiesto di fare, di visionare e condividere videocomunicati o quant’altro. Come del resto i vari commenti di natura personale e offensiva nei confronti del Sindaco e dell’Amministrazione non stati mai stati tolti o filtrati, ma anzi, lasciati in bella vista quasi ad alimentare il clima che precedentemente abbiamo descritto. Per noi non è cosa nuova.

Ora capirete che in questo clima parlare di collaborazione o di portavoce appare evidentemente un abbaglio, un errore o volendo, anche in buona fede, un fraintendimento da parte del Consigliere Daniela Simoni. Lo scopo ci è chiaro, tuttavia al di là della suggestione creata e a fronte di quanto si è affermato nell’ultimo comunicato video ci pare che pure gli stessi adepti della Consigliera Simoni trovino ormai deprecabile parlare a nome di un Amministrazione così similmente mal ridotta ed incapace; e per certi versi avrebbero ragione se non per il fatto che la stessa Consigliera non è mai stata nominata portavoce dell’Amministrazione e tantomeno rappresenta questo Gruppo Consiliare.

Veniamo alle informazioni fornite:

1)Buoni spesa. Il procedimento messo in atto dall’azienda per i servizi alla persona del “Unione Terre e Fiumi” segue lo stesso iter amministrativo dei tre comuni aderenti (Riva del Po, Copparo e Tresignana). Alcuni Comuni come (Ferrara, Comacchio, Argenta) al di là del bando per l’erogazione, hanno deciso di far compilare le domande dei richiedenti direttamente on line. Il resto dei Comuni della provincia ha adottato un modello cartaceo praticamente similare con assistenza per la compilazione da parte degli operatori dei Servizi Sociali, i quali di fatto, verificano l’esattezza del diritto ad avere il buono che ricordiamo è frutto di un decreto del Governo. Il primo elenco di Riva del Po elaborato dai Servizi Sociali prevedeva l’accoglimento di 3 domande su 9 presentate. Le restanti, alcune per incompletezza dei dati trasmessi, altre per la mancanza dei requisiti richiesti, altre ancora perché trattavano persone già seguite dai Servizi Sociali, sono state respinte. Altri elenchi devono essere visionati e quindi altri contributi verranno elargiti agli aventi diritto. Il tentare di accusare il Comune di non elargirne è volutamente una disinformazione strumentale che va a screditare la professionalità degli Operatori Sociali addetti al controllo e francamente non se ne capisce il senso se non quello di attaccare l’Amministrazione su una procedura corretta prevista per legge.

2)Sulle mascherine c’è veramente malafede che trabocca da tutte le parti. Trattandosi di un prodotto largamente diffuso testato e certificato. Dire quello che si è detto è francamente un atto di disinformazione voluta. Sono le stesse distribuite a Ferrara dalla Protezione Civile, ma non si capisce perché quelle vanno bene e queste no, se non per il fatto che la Protezione Civile le sta distribuendo casa per casa. E’ evidente che le mascherine sono mono uso e sono filtranti antibatteriche ma non sono chirurgiche; comunque per chi volesse si può sempre andare sul sito della casa produttrice (www.montrasioitalia.com)  e verificarne il processo produttivo e l’utilizzo. Ma pare che l’importante sia deriderle perché le ha comprate il Presidente della Regione Bonaccini e non sono come quelle di Zaia solo perché ci ha stampato su il leone di San Marco e le ha anche pagate di più.

3)Sui Kit per individuare i positivi al virus esiste un piano di campionamento da parte della Regione Emilia Romagna che prevede prima di tutto la testazione degli operatori del settore sanitario e poi delle zone ad alta incidenza di contagio ed in seguito anche lo screening in percentuale per le varie province… Anche questo pare che non interessi, poiché l’esempio che vale è quello di un comune della bergamasca che ha testato tutti i suoi abitanti dove l’incidenza era altissima e vi sono stati molti decessi; quindi risulta più che ovvia la decisione di quell’Amministrazione. Su questo tema, rimandiamo a quanto dichiarato dall’Assessore alla Sanità delle regione ER, Donini (Sito regione, attualità).

“Coronavirus, no ai test fai da te: quelli sierologici rapidi svolti solo nell’ambito del percorso di screening della sanità regionale”.

4) Anche sulla chiusura dei cimiteri, che sono chiusi per disposizione ministeriale, ci sembra la solita “tiritera” di attribuire colpe al Comune che non ha, se non quello di far osservare pur con dispiacere le regole. Difatti, chi dice che il buon amministratore deve derogare, sa di non dire il vero in quanto il Comune non può fare nessuna deroga rispetto ad una legge dello Stato… in caso contrario il Prefetto sarebbe chiamato ad annullare l’atto e sanzionare l’Ente, senza contare la relativa denuncia.

Ci sarebbero anche altre cose da sottolineare ma preferiamo fermarci qui…

Alla fine di tutte queste osservazioni nasce spontanea la domanda: A chi conviene?
Possiamo solo immaginare che qualcuno, non solo la Consigliera Simoni, si ritengano ancora in campagna elettorale che di fatto non è mai finita almeno per loro.
Siamo ancora convinti che si deve e si può collaborare nell’interesse della comunità, ma non con questo atteggiamento. Per quel che ci riguarda il lato social è utile, ma non per alimentare campagne di avversione e diffamatorie. Desideriamo ricordare a chi disinforma volutamente, ospita giudizi offensivi e denigratori che è responsabile di denunce per diffamazione e offese a pubblico ufficiale alla pari di chi le scrive.

Gruppo consiliare “Insieme per Riva del Po”

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