COPPARO – L’UNIONE TERRE E FIUMI APPROVA, FATICOSAMENTE, IL BILANCIO DI PREVISIONE – CONFLITTI INSANABILI E DANNOSI PER I CITTADINI ALEGGIANO TRA LE “TRUPPE” DELL’UNIONE – NON CI SARA’ UN FUTURO RADIOSO

PAGNONI – PERELLI – ZAMBONI

Copparo APPROVATO, a maggioranza, il bilancio di previsione dell’unione Terre e Fiumi. Si parte da qui, o meglio, si è ancora qui.

“Cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia”.

È associativa, ovvero quando si sommano più di due numeri, il risultato è lo stesso, indipendentemente dall’ordine in cui vengono effettuate le addizioni. Si chiama proprietà commutativa. Ma evidentemente ai componenti dell’unione Terre e Fiumi questa regola o è sfuggita o l’hanno dimenticata, volutamente dimenticata. Perché ogni volta che si incontrano cercano di cambiare ordine agli addendi sapendo che il risultato finale sarà lo stesso. E cioè un disaccordo totale, su tutto.

E così viene approvato a maggioranza il bilancio di previsione, con il voto contrario del sindaco Pagnoni (Copparo) e di tutta la destra. Ed allora riprendiamo da dove eravamo rimasti, cioè dal nulla, perché in sostanza da quando nell’unione si trovano a discutere i due “nuovi” comuni di Tresignana e Riva del Po (a trazione di sinistra) con Copparo (a trazione di destra), nulla di nulla è stato fatto per un passo in avanti.

O meglio, alcune cose sono state decise (appunto il bilancio di previsione), ma con tanta conflittualità, cosa inevitabile, perché solo i governi tecnici, e non sempre, riescono a mettere insieme la destra con la sinistra. E siccome quello dell’unione non è un governo tecnico, questo è il risultato, che appunto per la proprietà commutativa non cambierà mai.

Sarà sempre lo Statuto a dettare le regole ma fino a quando non se ne fa uno nuovo, adattandolo alle esigenze, ma non dei politici che governano l’unione, ma bensì dei cittadini che la abitano, le cose non andranno avanti.

Copparo vuole più peso politico, perché ha più cittadini (circa il 52%), Tresignana e Riva del Po vogliono conservare il peso politico, perché temono di essere risucchiati. Lo si è detto più volte, che Tresignana e Riva del Po non vogliono fare la fine di “Ambrogio” (frazione copparese dimenticata dal capoluogo). Ma se lo statuto verrà “adattato” a Copparo (in poche parole la vincerà Pagnoni), questo bilancio di previsione non servirà a nulla, perché verrà completamente cambiato con “variazione di bilancio”, adattandolo alla pancia di Copparo.

La solita domanda: “Tutto questo fa bene ai cittadini?”. Se l’unione non fa sinergismo tra i comuni per andare avanti, dimenticando la logica delle amministrazioni comunali (governa e decide chi vince le elezioni) direi proprio di no.

E qui non c’è la voglia di sinergismo ma quella di “comandare”, decidere, avere maggior peso sulle decisioni, che fa bene a chi le decisioni li deve prendere e non a chi li deve subire, NOI CITTADINI.

(m.c.)

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