RIVA DEL PO – MOLTE LE CRITICHE DA PARTE DELL’OPPOSIZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA GIUNTA – SCARSE LE RISORSE IMPEGNATE PER IL DOPO CORONA VIRUS…

Riva del Po – Nei prossimi tre anni 70mila euro rimarranno nelle tasche dei cittadini. In sintesi si tratta di quanto è stato approvato a maggioranza nell’ultimo consiglio comunale di Riva del Po.

Ma se questo per la maggioranza può essere un vanto non lo è per nulla per i due gruppi di minoranza “Centrodestra unito per Riva del Po” e “Gente di Riva del Po“, che criticano duramente le cifre messe in campo.

“A fronte di una gestione di un bilancio di circa 10 milioni e mezzo di Euro, quale risultato anche delle risorse straordinarie derivate dai contributi statali alle fusioni che però non possono essere utilizzati perché non ancora certi, circa 8 milioni di Euro sono già impegnati”.

Inizia così il commento unito dei due gruppi di opposizione a nome dei consiglieri Marianna Lucchin e Daniela Simoni.

“200mila Euro per il rifacimento dell’illuminazione pubblica, che ne sentiamo parlare dal 2014 con ancora un nulla di fatto. I 50mila Euro per la manutenzione delle strade rappresentano una cifra esigua: come al solito si penserà di mettere qualche pezza un po’ qui e un po’ la.

Altri 260mila euro per un non chiaro intervento sul turismo. I 10 mila euro per l’agricoltura: questo importo ha tutta l’aria di essere poco più di una mancetta clientelare che si risolve principalmente nella taratura delle botti. A dir poco ridicolo l’investimento di 19mila euro per le attività produttive”.

E poi i buchi. “Nessuna cifra stanziata per la realizzazione della palestra di Ro (nonostante in campagna elettorale questo progetto era tra i più declamati). E nemmeno per l’Oasi ecologica di Alberone che, a quanto precisato dai tecnici di Clara, dovrebbe essere realizzato entro il corrente anno, ma con quali risorse allora? Nessuno sgravio fiscale, nemmeno l’ombra di qualche agevolazione per le attività produttive del territorio, per gli studenti, per le famiglie, per le persone anziane e fragili”.

Per le minoranze “Lunico intervento “significativo” è quello relativo all’IRPEF che si abbassa dallo 0,80 allo 0,75 e che farà risparmiare “ben 6 euro” all’anno ai cittadini ex berresi perché per quelli ex Roesi tale aliquota era già applicata”.

E poi: “Nessuna previsione di azioni a sostegno della gravissima crisi sanitaria e territoriale relativa all’emergenza Coronavirus”.

“Questo bilancio di previsione è senza dubbio un atto contabile formalmente sostenibile – concludono i due gruppi – ma assolutamente privo di progettualità, di lungimiranza e di spinta verso il futuro: un insieme di buone intenzioni senza termine e nemmeno supportate da risorse certe. Tanto che ormai è lecito pensare che la fusione tra enti si è rivelata una “truffa politica” in campagna elettorale al solo fine della conservazione del potere amministrativo”.

Al termine una speranza. “Ci auspichiamo l’apertura di un tavolo di lavoro unitario per l’emendamento del bilancio 2020-2022 al fine di apportare quelle modifiche necessarie per mitigazione e contenimento degli effetti emergenziali del Coronavirus-19, misure ben attivabili alla luce dell’importante contributo di fusione accertato”.

(l.c.)

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