RIVA DEL PO – I COSTI DELLA POLITICA SONO ALTI E IN FUTURO CRESCERANNO DI MOLTO – DANIELA SIMONI PROTESTA LA SUA CONTRARIETA’: COSTANO TROPPO PER QUELLO CHE RENDONO…

Riva del Po – È di 11mila euro la cifra che l’amministrazione comunale di Riva del Po ha inserito nel bilancio di previsione per “Impegno di spesa per rimborso oneri per assenze dal lavoro degli amministratori per l’anno 2022”. Ed è chiaro che questa è la cifra preventivata, che non andrà nelle tasche dei consiglieri comunali ma è la cifra complessiva che andrà girata dal comune di Riva del Po ai datori di lavoro, che pagheranno regolarmente i dipendenti con funzione di consiglieri e assessori durante le loro assenze dal lavoro per motivi istituzionali.

Ben diverso invece il costo complessivo, quello che va nelle tasche dei politici, già motivo di scontro politico tra maggioranza e minoranza. “La mia prima interrogazione di questa legislatura riguardò proprio i costi della politica rivense – spiega la consigliera Daniela Simoni (Gente di Riva del Po) – circa 70mila euro, che per adeguamenti ora aumenteranno, gravano nelle tasche dei cittadini. Ci sono esempi chiari di sindaci nel veneto che regolarmente devolvono la loro indennità per sostenere azioni sociali mirate a sostegno della collettività. Mi è stato detto che la politica per essere buona deve avere un costo. Ma mi chiedo: e quando buona non è, deve costare così tanto ugualmente? Basta guardarsi attorno per darsi una risposta.

Dal punto di vista normativo nessuna irregolarità ma dal punto di vista morale qualche dubbio mi viene. Un operaio che lavora ad orario ridotto ha di conseguenza un salario proporzionato. Perché un sindaco che ha ammesso pubblicamente di essere tale solo nei ritagli di tempo deve invece percepire un’identità completa nel suo importo? Il buon senso, la coscienza civica, l’onestà intellettuale – prosegue la consigliera – dovrebbero portare ad un ragionamento di proporzionalità a favore della collettività.

È chiaro che i nostri governatori non vivono di politica e quindi mai come ora un segnale di responsabilità dovrebbe essere dato. Se poi ci guardiamo attorno e valutiamo come hanno lavorato, cosa hanno fatto e quanto hanno concretizzato a favore della comunità – conclude Simoni – direi che gli euro finora spesi e quelli che si spenderanno sono troppi e pure spesi male”.

(d.m.b.)

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