RIVA DEL PO – AD OLTRE UN ANNO DALLA NASCITA DEL NUOVO COMUNE NON C’E’ ANCORA UNO STATUTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ – NON CI SONO ANCORA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E “SIMBOLO” – E NON PARLIAMO DEL RESTO DEI PROBLEMI…

I DUE MUNICIPI


Riva del Po – Dopo oltre un anno dalla sua nascita ma circa uno da quando ha un governo politico (da gennaio a giugno 2019 è stato commissariato) il neonato comune di Riva del Po ha il suo Statuto. Uno statuto che nasce zoppo, perché non approvato all’unanimità, che è quello che ci si aspettava.

SERENA OCCHI


Il voto di astensione della consigliera Serena Occhi (Futuro Eco Compatibile) rappresenta l’unica virgola storta, se così vogliamo chiamarla, un’astensione di protesta e non sui contenuti, che rende meno “grave” questa zoppatura.

Secondo la consigliera Occhi lo statuto doveva prevedere la Municipalità di Ro. D’altronde la consigliera “non poteva” sottrarsi alla decisione presa nella seduta consiliare di Ro del 21 dicembre 2018, quando la maggioranza – della quale Lei era illustre rappresentante – deliberava una richiesta al Commissario, che di lì a poco sarebbe arrivato, di considerare la Municipalità di Ro.

Una richiesta futuribile perché già si sapeva che in caso di vittoria (non si sapeva ma ventilava il fatto che la sinistra si sarebbe spaccata in due) della sinistra, il sindaco sarebbe stato di Ro e la sede municipale a Berra. Una richiesta però non presa in considerazione, perché, oltre che ad essere anacronistica, non è prevedibile per i comuni come Riva del Po, con “solo” ottomila anime.

DANIELA SIMONI


A quella seduta consigliare era assente Daniela Simoni, che assieme a Paolo Manzoli e Marco Pozzati, ha scritto il nuovo statuto e che al riguardo dice: “Lo Statuto comunale è la fonte normativa primaria dell’ordinamento comunale che, nell’ambito dei principi fissati dalla legge, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione del Comune e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi, le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, l’ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione con gli altri enti locali territoriali, l’Unione dei Comuni, la Regione e lo Stato, la partecipazione popolare e l’accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi.

Per il proseguimento dei lavori consiliari l’adozione di questo strumento legislativo è fondamentale in quanto consentirà di nominare il Presidente del Consiglio Comunale ma, ancora più importante, di costituire le Commissioni Consiliari per impostare tavoli tecnici di approfondimento su alcune materie di notevole interesse per la comunità tutta.

Penso alla Commissione Bilancio, Scuola, Attività Produttive e Turismo, Tutela dell’Ambiente e Raccolta Puntuale, tanto per elencare le prime che con forza noi minoranze chiederemo di nominare in tempi contenuti.

A questo punto diventa possibile individuare anche i simboli del nostro nuovo ente, ovvero lo stemma ed il gonfalone: il primo è il blasone del Comune, ne rappresenta il simbolo grafico ed è posto a sigillo su tutti gli atti ufficiali e sulla carta intestata del Comune, mentre il secondo è la “bandiera” del Comune e lo rappresenta nelle manifestazioni ufficiali e nelle commemorazioni anche presso altri Comuni o Enti pubblici ove sia presente il Sindaco in forma ufficiale, su di esso è ricamato lo stemma del Comune.

Questi sono i segni distintivi che anche visivamente devono connotare la nostra nuova comunità e nei quali noi tutti dovremo riconoscerci. Questa progettualità potrebbe essere affidata alle nostre scuole, incaricando gli studenti ed i rispettivi insegnanti, già a partire dal nuovo anno scolastico, istituendo un vero e proprio concorso con premiazione finale”.

(m.b.)

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