RUINA, BBS IN POLE POSITION E GRANDI SPERANZE DI LAVORO PER MOLTI – DANIELA SIMONI (GENTE DI RIVA DEL PO): AL MOMENTO NULLA SI MUOVE

La BBS di Ruina, oggi

Ruina – Per l’ex Bbs di Ruina il mese di settembre appena passato doveva essere quello del rilancio: nuova ditta, nuova fabbrica, 450 posti di lavoro. Ed invece, a metà ottobre superato, un nulla di fatto.

Ed ancora una volta il dito contro lo punta la politica. “Era il mese di dicembre. L’anno il 2018. Tempo di miracoli. – a dirlo, con non poca ironia, è il consigliere di opposizione di Riva del Po Daniela Simoni (Gente di Riva del Po) – Ed infatti sulla stampa arriva un annuncio che si aspettava da tempo. Il complesso industriale dell’ex BBS aveva trovato finalmente un acquirente. Due le start up che si insediavano ed oltre 400 lavoratori occupati entro due anni. E tutto merito dell’ex primo cittadino (chiaro il riferimento all’ex sindaco di Ro Antonio Giannini). Sono passati 10 mesi. Nessuna istanza presentata allo Sportello Attività Produttive dell’Unione Terre e Fiumi ed il sito è abbandonato a se stesso”.

“Per me è una grande emozione, un bel regalo di Natale nelle ultime ore del mio mandato amministrativo. Qui si parla dell’insediamento di un nuovo stabilimento, con sede all’ex Bbs” diceva l’ex sindaco Antonio Giannini.

Effettivamente il progetto è importante. L’ambizioso progetto, targato Lp Energy, prevede l’insediamento nello stabilimento produttivo dell’ex Bbs di tre start up legate all’azienda “madre” piemontese. Si tratta di Novanatur, specializzata in coltivazioni aeroponiche e idroponiche, Nanoproject, per impianti per la sanificazione ambientale e prodotti impermeabilizzati, e la stessa Lp Energy, specializzata in sistemi di illuminazione industriale e commerciale a led.

Nel progetto sono coinvolti l’ex Comune di Ro ora Riva del Po, Camera di Commercio di Ferrara, Regione. Non mancherà il contributo dell’Università di Ferrara, mentre la formazione sarà affidata al Centro di formazione professionale Cesta.

A partire da quest’anno dovrà dare lavoro a svariate decine di persone (la metà nei primi due anni), per poi implementarle fino ad arrivare all’obiettivo finale, occupare 400/450 dipendenti in 5 anni, ossia lo stesso numero di quando la storica azienda di Ruina chiuse i battenti.

Siamo indietro rispetto al cronoprogramma iniziale – diceva Multari, proprietaria al 50% delle aziende legate a Lp Energy -, ma non è facile mettere d’accordo tutti. In ogni caso, posso assicurare che il business plan c’è, è già stato presentato ai vari istituti di credito che contribuiranno all’avviamento delle start up che si insidieranno a Ruina”.

Per ora solo un poco di pulizia della parte esterna, avvenuta nel marzo scorso, tanto che la vegetazione ha già ripreso il sopravvento. E tra ritardi, incomprensioni, difficoltà, come detto dal consigliere Daniela Simoni, sino ad oggi nulla di fatto.

(d.m.b.)

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