sabato, Aprile 20, 2024
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RO – IL SINDACO ZAMBONI RISPONDE PUBBLICAMENTE ALL’APPELLO DELLA PROLOCO DI COLOGNA: “CHIEDO AI GIOVANI DI VENIRE A TROVARMI…”

Ro – Rispondendo pubblicamente all’appello fatto dalla Proloco di Cologna (vedi articolo allegato) attraverso la stampa locale (vedi articolo a parte) il sindaco di Riva del Po Andrea Zamboni ha scaturito il dibattito da parte di molti cittadini che hanno espresso i loro pareri in merito.

Una questione seria per la consigliera di minoranza Daniela Simoni (Gente di Riva del Po) che ha scelto un passo del Vangelo, scritto dall’apostolo Matteo, per iniziare il suo intervento in merito a questa vicenda. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»”.

Al limite della blasfemia – scrive ancora Simoni – ma è così che voglio proporre alcune mie riflessioni, partendo dall’articolo apparso su La Nuova Ferrara, dove viene intervistato in merito il Sindaco di Riva del Po. Il primo cittadino segue con interesse il dibattito sulle Pro Loco e lo fa leggendo il giornale! Precisa che i giovani hanno perso il senso civico ma non è colpa loro sono stati cresciuti così quindi attribuisce il fallimento alle famiglie ed alle istituzioni scolastiche!

Ma la soluzione è pronta: le porte del Comune sono aperte ed i giovani possono andare a Lui! Naturalmente nessun cenno all’assenza sul territorio di spazi fisici ed attrezzati offerti per la socializzazione e l’incontro, di opportunità di confronto e di crescita, di iniziative e di progettazione a misura di bambino e di adolescente.

In sintesi: un’amministrazione che rimane ancora una volta immobile, in attesa, che nulla offre se non le porte aperte (come fa una nota marca automobilistica). A mio avviso fondamentale invece sarebbe che gli amministratori facessero un passo avanti verso i portatori di interesse: occorre uscire dalle segrete stanze (questo continuo a sostenerlo con forza), frequentare fisicamente con assiduità e costanza la propria comunità, incontrarsi a metà strada con proposte concrete, smettere di dare la responsabilità agli altri ed offrire spunti costruttivi sui quali ragionare insieme. Do ut Des «do [a te] perché tu dia [a me]»”.

(d.m.b.)

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